CATEGORIE

Per condannare l'odio verso gli ebrei la Fnsi dovrebbe tornare a Tobagi

Il sindacato dei giornalisti aderisce alla protesta in cui sventolano le bandiere dei terroristi di Hamas e Hezbollah
di Andrea Morigi martedì 29 settembre 2026

3' di lettura

Dall’assassinio di Walter Tobagi, il 28 maggio 1980 per mano di terroristi comunisti, all’adesione della Fnsi a una manifestazione in cui garrivano le bandiere della jihad è trascorso quasi mezzo secolo, nel corso del quale si è trasformata profondamente l’identità del sindacato dei giornalisti. Per intraprendere un cammino a ritroso, servirebbe un’inversione a U, impensabile perché negli ultimi cinque decenni la Fnsi ha subito un’involuzione che, da rappresentanza unitaria della categoria, l’ha resa ininfluente al pari di un gruppuscolo extraparlamentare di estrema sinistra, isolato dalla realtà sociale e politica del Paese.

Intanto sarebbe consigliabile fermare quella deriva, iniziando a condannare le espressioni di odio e violenza scaturite in piazza Montecitorio il 9 settembre, al sit-in contro il ddl antisemitismo, a cui la Fnsi aveva aderito perché il provvedimento, a parere delle associazioni promotrici della protesta, «tende a sovrapporre le critiche alle politiche di Israele con il razzismo antisemita». Per sottolineare quella posizione, qualcuno nell’occasione ha gridato: «Viva Hamas, Hezbollah, lunga vita a Nasrallah», esibendo in pubblico simboli e stendardi dei tagliagole islamici che hanno come loro fine principale lo sterminio degli ebrei.

Se l'Fnsi non vuole la legge contro l'antisemitismo

Per Livia Ottolenghi, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, «gli spazi di espressi...

SILENZIO IMBARAZZATO
Trascorsi venti giorni dall’accaduto, dalla Fnsi trapela appena un impercettibile imbarazzo per l’incidente, ma nessuna presa di distanze ufficiale. Né dalla segreteria né dalle associazioni regionali federate. Un silenzio che chi scrive ha ritenuto di rompere, scrivendo una lettera di dimissioni irrevocabili alla segretaria della Fnsi e al presidente dell’Associazione Lombarda Giornalisti, per notificare la propria vergogna e la conseguente rinuncia all’adesione al sindacato, incompatibile con la mia coscienza in quanto «non posso tollerare per un minuto di più che la mia tessera sia usata per schierarsi con i terroristi e gli antisemiti».

Poi bisognerebbe informarsi un pochino sulla definizione di antisemitismo dell’Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance) e dei relativi indicatori, che la proposta di legge in discussione alla Camera dei Deputati indica come parametri per il corretto esercizio dei pubblici poteri. Eppure «benché, come altri organismi di categoria, avesse ricevuto la dichiarazione Ihra da parte dell’ambasciata di Israele, la Fnsi non l’ha mai sottoscritta». Sarebbe stato utile leggerla, prima di rifiutarla. Eccola qui: «L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio per gli ebrei. Manifestazioni di antisemitismo verbali e fisiche sono dirette verso gli ebrei o i non ebrei e/o alle loro proprietà, verso istituzioni comunitarie ebraiche ed edifici utilizzati per il culto».

Giornalisti sfruttati e contratti fermi, ma per la Fnsi il problema è Israele

Giornalisti sottopagati, posti di lavoro a rischio, un contratto nazionale che non viene firmato da dieci anni, il futur...

FORMULE CONTESTATE
C’è qualcosa che non va? Forse si dimentica un particolare, contenuto negli esempi proposti dall’International Holocaust Remembrance Alliance: «Le manifestazioni possono avere come obiettivo lo Stato di Israele perché concepito come una collettività ebraica. Tuttavia, le critiche verso Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro paese non possono essere considerate antisemite». La formula citata e le spiegazioni in calce possono anche risultare sgradevoli per i seguaci di Adolf Hitler e i sostenitori del terrorismo islamico. Non c’è nessuna ragione per non condividerla, se non si è accecati dalla propaganda sul presunto “genocidio israeliano”, alla quale si ispirano gli autori di crimini d’odio nei confronti di rabbini o semplici passanti che indossano la kippah, così come il boicottaggio nei confronti di aziende di proprietà israeliana, che peraltro danno occupazione anche ad arabi e musulmani. E comunque, ai sindacati rivoluzionari, dei lavoratori non importa un granché.

Assalto al Tg1: figuraccia del sindacato

Nessun assalto a Chiocci, dunque. Hanno scherzato. Anzi: hanno offerto una lezione di “confronto e dialogo” ...

tag
fnsi
walter tobagi
ebrei

Il ddl Se l'Fnsi non vuole la legge contro l'antisemitismo

Baffino complottista Stop a Schengen, Massimo D'Alema farnetica: "Dietro ci sono gli ebrei"

Paradosso Giornalisti sfruttati e contratti fermi, ma per la Fnsi il problema è Israele

Ti potrebbero interessare

Se l'Fnsi non vuole la legge contro l'antisemitismo

Enrico Paoli

Stop a Schengen, Massimo D'Alema farnetica: "Dietro ci sono gli ebrei"

Giornalisti sfruttati e contratti fermi, ma per la Fnsi il problema è Israele

Corrado Ocone

Gli ebrei si beccano la colpa anche per l'immigrazione

Costanza Cavalli

Andrea Tempestini, addio al vicedirettore di Libero

Lutto a Libero: è morto a 40 anni il vicedirettore Andrea Tempestini. Giornalista professionista dal 2010, era di...

Torino, "Avanti Savoia!" urlato in Consiglio regionale. La sinistra impazzisce

Una seduta già piuttosto movimentata si è trasformata in una vera e propria bagarre al grido di "Avan...

"Se viene meno crolla tutta la condanna di Stasi": tam tam, cosa può accadere

Il caso Garlasco torna a concentrarsi su una delle prove scientifiche che hanno avuto un peso importante nella vicenda g...
Redazione

Roma, sgomberato il palazzo di via Tallone. Meloni: "Continua il lavoro per riportare legalità e sicurezza"

Le forze dell'ordine nella mattinata di martedì 29 settembre hanno fatto irruzione nel fabbricato abbandonato...