Per la frustrazione il suo mazzo di chiavi l’ha pure gettato via chissà dove. D’altronde non le è mai servito: lo ha ricevuto il primo giugno del 2011, quando ha orgogliosamente comprato una casa in via Palmiro Togliatti, nella periferia est di Roma, ma oramai quelle chiavi non girano manco più nella toppa della serratura. Che infatti le ha cambiato uno dei dieci occupanti abusivi i quali, negli ultimi quindici anni, le hanno reso quell’acquisto l’“affare” più infame della sua vita. Paola Guerra ha 55 anni e un immobile comprato per farne un investimento (pensava, ingenuamente, di metterlo a reddito e di affittarlo): doveva garantirle anni di tranquillità economica e, invece, si è rivelato un incubo. Oggi, in quell’appartamento, ci abita una famiglia con due figli, ma al contempo sono aperti due procedimenti davanti al giudice di pace per un totale di tre imputati: gli ultimi e i penultimi occupanti.
Di denunce, Guerra, ne ha presentate tante, ogni volta che qualcuno entrava a casa sua senza permesso. Una, due, dieci. Finché non ha alzato bandiera bianca anche perché l’intenzione c’è, la legge pure, ma le forze dell’ordine hanno le mani legate e fanno quello che possono (al punto che, nel 2019, la signora ha provato addirittura mettendoci i soldi suoi: ha ingaggiato una società di vigilanza privata che dopo poche settimane le ha rescisso il contratto, scrivendo nero su bianco che quello «stabile è pericoloso per la sicurezza delle guardie, ci abitano persone già note alle forze dell’ordine, c’è un via vai di prostituzione e tossici»). Inciso: quando lei ha comprato l’appartamento la situazione mica era così allarmante. Epperò, da allora, Guerra ha cambiato strategia e ha murato tutto ciò che poteva: dalla porta d’ingresso alle finestre.
Peccato che quei mattoni siano stati rimossi da chi gestisce il giro delle occupazioni e arrivederci. Idem quando ha tentato di disdire le utenze di luce, acqua e gas: i furbetti che non rispettano la proprietà privata hanno contrattaccato con degli allacci abusivi. Per capirci: gli agenti del Commissariato Prenestino, nel 2024, dopo una delle denunce di Guerra, hanno ammesso che «da un controllo dei contatori elettrici del palazzo, su nove abitazioni solo tre sono regolarmente attivi. Tutti gli altri condomini della palazzina prelevano energia illegalmente». Sei su nove. Comprensibile, insomma, che la 55enne oramai pensi solo a disfarsi di quell’acquisto che, anche se riuscisse a liberarlo oggi, potrebbe rivendere a un prezzo molto di basso di quanto lei stessa lo ha pagato tre lustri fa.