"Spero di risolvere tutto in udienza preliminare, di non affrontare un vero e proprio processo con tutti i vari gradi. Perché per quanto uno si possa sentire sicuro poi deve riuscire a spiegare le cose in aula, e non è così automatico. Il pensiero che si possa arrivare al carcere c'è, ma francamente cerco di non pensare a questa eventualità": Andrea Sempio lo ha detto nello studio di Bruno Vespa a Porta a Porta, nella puntata in onda questa sera, martedì 6 ottobre, su Rai 1. Il 37enne è indagato nell'ambito della inchiesta bis della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco, ovvero sull'uccisione della 26enne Chiara Poggi nel 2007.
Sempio, inoltre, riferendosi a una delle prove della nuova inchiesta, ha voluto chiarire che "l'impronta 33 per me non è attribuibile né a me né a nessun altro". Mentre sulla questione dell'impronta di una scarpa, ha precisato: "Io ho sempre indossato il 44. Il 42 proprio non mi sta". Parlando di quanto gli è successo, invece, ha ammesso: "L'idea di essere coinvolto in una nuova indagine non mi fa piacere, ma con i miei avvocati eravamo abbastanza pronti. Il bombardamento è costante. Accendi la tv c'è solo Garlasco, i social idem. Davanti a casa nostra ci sono giornalisti fissi tutto il giorno. Oggi non sto vivendo, sto o chiuso in camera o dall'avvocato o in trasferta per incontrare i consulenti. Ho paura, chi non l'avrebbe in questa situazione?".
Quando gli è stato chiesto se la condanna di Alberto Stasi, ex della vittima, sia stata un errore oppure no, Sempio è stato netto: "Secondo me no. La condanna è giusta, ci sono cose che non mi convincono nel racconto alternativo che lo vedrebbe innocente. Alcune cose sollevate non mi convincono, mi sembra che siano più logiche spiegate come sono state spiegate ai tempi. Quando sarà tutto finito sarà difficile ricostruirsi una vita. So che la macchia di assassino che se l'è cavata non te la levi. Purtroppo".
Ha poi ricordato di avere parlato due volte al telefono con Chiara. "Se ci fosse stato qualcosa di particolare in quelle chiamate, ad esempio un disturbo, probabilmente l'avrebbe riferito o al fidanzato o al fratello o alla famiglia", ha affermato. Secondo Sempio, inoltre, non ci sarebbero persone in grado di confermare che lui avesse parlato di Chiara o che la ragazza avesse parlato di lui: un elemento che, a suo giudizio, non sostiene l'ipotesi di un suo particolare interesse nei confronti della vittima. Infine, sui video intimi di Chiara Poggi, ha dichiarato: "Non li ho mai visti, ho scoperto della loro esistenza attraverso i media".