Dopo Milano, Torino e Bologna, potrebbe toccare a Como. Su social e piattaforme di messaggistica istantanea si stanno diffondendo in queste ore inviti più che minacciosi a scendere in piazza per una nuova ondata di violenze e devastazioni: "Raga, no scazzi, va distrutta insieme", "Tutti vestiti di nero, passamontagna in tasca, e quando ci siamo raggruppati poi dite ciao a Como".
Una forma di organizzazione "spontanea" e sotterranea che ricorda pericolosamente quanto accaduto pochi giorni fa, alla vigilia della due giorni di saccheggio di Milano. Non sarebbe goliardia o emulazione, ma un'allerta vera, credibile. La data da cerchiare in rosso è quella del 24 ottobre.
Le notizie filtrate sono diventate subito un caso politico. "Le notizie sulle chat in cui si organizzerebbero assalti ai negozi, saccheggi e devastazioni a Como per sabato 24 ottobre sono di una gravità assoluta. A chi minaccia di seminare caos e paura nella nostra città, assaltare negozi, aggredire cittadini e forze dell'ordine, diciamo forte e chiaro: Como non vi vuole e non sarà terra di conquista per violenti e delinquenti, siano essi maranza, estremisti di sinistra, Antifa, ProPal, anarchici o antagonisti che si presentano con l'immancabile bandiera della Palestina", denuncia Eugenio Zoffili, deputato comasco della Lega.
"Dopo le vergognose scene di guerriglia urbana viste a Milano, in altre città italiane, in Francia e all'estero, nessuno pensi di poter fare altrettanto a Como. Chi verrà a Como per commettere reati dovrà risponderne davanti alla legge e passerà seri guai. Nessuna tolleranza per la violenza, nessuna impunità per i responsabili".
"Ho già sentito personalmente il questore di Como, Filippo Ferri, al quale ho espresso la mia forte preoccupazione per quanto emerso dalle chat che stanno circolando - ha aggiunto Zoffili - e ribadito la piena fiducia nel suo operato e in quello di tutte le forze dell'ordine, anche in relazione all'indispensabile attività di prevenzione già in corso. La sicurezza dei cittadini, dei commercianti, delle famiglie comasche e dei turisti viene prima di tutto. Giù le mani dalla nostra città. Como non si tocca!".