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I saccheggiatori di Milano, la chat segreta: "Siamo i nuovi partigiani"

di Massimo Sanvito martedì 20 ottobre 2026

4' di lettura

L’odio per gli «sbirri» e la voglia di «costruire un movimento di massa» sfuggendo dalla «repressione» corrono su Telegram. Il 17 ottobre, prima giornata di devastazioni e saccheggi, è già una data simbolo ed è il nome del Movimento disomogeneo che spaventa le questure di mezza Italia per l’imprevedibilità e la cattiveria incontrollata dei nuovi giovanissimi professionisti del disordine. E non è vero, come si affannano a narrare intellettuali e sociologi da salotto, che la politica non c’entra. Perché da qui «fino alla caduta di questo governo ladro», arringano i vertici indefiniti di questa galassia rabbiosa, è lanciata una «mobilitazione permanente ogni sabato».

Da Milano a Bologna, da Torino a Roma, da Roma a Firenze, passando per Padova, Genova e Bari. Il caos, forse, è solo agli inizi. «Siamo quelli delle piazze. Quelli che vedono l’unica violenza nel manganello degli sbirri. Violenti siete voi che ci avete negato il futuro. Ora quel futuro ce lo prendiamo. Organizza il movimento con noi», è l’appello social.

Nel canale Telegram creato con lo scopo di coordinarsi per assaltare negozi e supermercati e mettere a soqquadro le città, sono gli organizzatori a dispensare «consigli pratici» e «informazioni utili», da condividere in loco, per educare i novelli teppisti di strada, chiarendo subito che «la legalità non è uno dei parametri con cui portiamo avanti le nostre lotte» e prendendo le distanze da “Italia in piazza” (la galassia composta da centri sociali e collettivi studenteschi che aveva convocato regolarmente le piazze di sabato) perché «hanno un’impostazione liberale» e invece «dobbiamo fare come in Francia». Per esempio, uno dei suggerimenti propinati è quello di «accecare» le videocamere della digos «con comuni puntatori laser» o «con fumogeni e torce». Un altro è quello di segnarsi «con un pennarello indelebile il numero di telefono di un legale su un braccio» per condividerlo «con chi sta insieme a te». E poi c’è da affrontare il post-scorribanda: «Partecipa ad un sit-in di fronte i luoghi della loro carcerazione per tentare di far rilasciare quanto prima le persone fermate».

TATTICHE E OBIETTIVI

L’obiettivo del gruppo social è quello di «organizzarci, sul piano strategico e tattico, in vista delle piazze reali» sulla scia «dell’esperienza francese e di altri movimenti di massa della Gen Z» affinché «si formi una coscienza collettiva» per arrivare ai prossimi appuntamenti «con preparazione e determinazione, senza paura, con un senso di responsabilità e una comprensione collettiva delle tattiche e dei pericoli». Ognuno deve fare la sua parte, che sia da solo o nel suo gruppetto di baby (e non) vandali, per «infiammare l’autunno». Avvertimento importante: è coi gruppi Signal, un’altra app di messaggistica istantanea, che si devono organizzare materialmente e tatticamente le piazze. Gruppi che «vanno aperti solo per la giornata di piazza e cancellati subito dopo». Parola d’ordine: «Decentralizzare il più possibile questa rete, così che sia difficile per lo Stato reprimerci. Più siamo diffusi, più siamo forti». È una chiamata alle armi.

Che sta già facendo breccia nelle periferie degradate delle metropoli e nei loro hinterland difficili, lande disagiate di palazzoni popolari dove i maranza pullulano, cani sciolti che in branco diventano lupi pronti a mordere in centro dopo un viaggetto a scrocco in treno o in autobus.

L’entusiasmo per ritrovarsi in compagnia a spaccare tutto e a rubare il più possibile crea entusiasmo. «Immagina prendere 1.300 euro al mese come uno sbirro e non protestare con il popolo», dice uno degli adepti del Movimento 17 ottobre. Eccone un altro: «Sincero, maranza e incappucciati e Aska hanno fatto bene a quel Foot Locker». Un altro ancora, a chi contesta mancanza di coordinamento, spiega che «anche i partigiani andavano a sparare senza sapere niente di politica, poi è arrivato il Cnl». Oltra alla sfumatura politica, ovviamente di sinistra, c’è pure quella religiosa. «Che Allah benedica i maranza», è l’invocazione di un utente.

GLI OBIETTIVI

Qualcuno vuole alzare il tiro della rivolta: «Quando si va a palazzo Marino? Palazzo della regione? Prefettura? Ambasciata americana? Israeliana?». Qualcun altro rivendica le razzie: «Rubare al negozietto che con il mio acquisto paga le lezione di danza alla figlia è una merda. Spaccare una multi che paga i commessi una miseria vende una maglia a 200 euro è giusto. Spaccare le banche è giusto».

Il senso di impunità è alto, altissimo: «Se ne arrestano uno tolgono una goccia dalla piena». A sera il canale principale si ramificherà in sottogruppi specifici per ognuna delle città di cui sopra. Da distruggere e razziare. Oltre alla chat ufficiale ce ne sono però altre informali, molto attive su whatsapp, che riguardano anche capoluoghi più piccoli, tipo quella che si chiama “24.10 Como”. Maranza e giovani latinos sono decisi a colpire proprio sabato: «Raga no scazzi Como va distrutta insieme».

È stato lanciato anche un sondaggio il cui titolo è “Prima tappa?”: sotto c’è una lista di negozi, bisogna scegliere solo da dove far cominciare i saccheggi. Per la cronaca, sta “vincendo” il Foot Locker. Uno abbozza: «Ci denunceranno tutti per terrorismo». Sull’altra sponda del Lario, a Lecco, l’adunata dei vandali d’importazione è chiamata per oggi. «Lecco come in Francia alle 16» è il messaggio che circola su TikTok. Una scuola serale del centro ha già comunicato la sospensione delle lezioni. Siamo praticamente arrivati al coprifuoco. Aspettando sabato: il primo banco di prova nazionale.

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