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Sabato sfascista, chat e pizzini: "Andiamo da lui", chi vogliono colpire i teppisti

di Serenella Bettin e Andrea Muzzolon sabato 24 ottobre 2026

4' di lettura

Oggi è il giorno. La rete di maranza e antagonisti che lo scorso weekend ha devastato le principali città italiane ha promesso nuove rappresaglie. «Non ci hanno fermato con le leggi. Non ci fermeranno con i blindati», è lo slogan di chi progetta di mettere di nuovo a ferro e fuoco il Paese. Il piano, messo in piedi dal Movimento 17 ottobre - che sui social si è autoproclamato voce della rivolta -, è pronto. E ieri, per aggirare le strategie di contenimento ideate dalle forze dell’ordine in vista delle manifestazioni, è arrivato il comunicato: «Le piazze annunciate per sabato sono annullate. Non saranno più i luoghi indicati nei nostri appelli. Non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo».

L’appuntamento non sarà più nelle piazze principali, ma a chi domani vorrà sfasciare le vie della propria città verranno fornite indicazioni in tempo reale. «La strategia è la seguente», si legge nel post diffuso sui canali social del Movimento. «Alle 14.30 in punto, in ogni città, comunicheremo tre concentramenti. Tre punti distinti per città, resi noti solo mezz’ora prima. Nessun luogo anticipato, nessuna soffiata, nessun cordone già pronto». L’invito è a riunirsi in gruppi: «Collettivo, organizzazione, gruppo spontaneo o semplice gruppo di amici: ritrovatevi prima, decidete insieme come muovervi e non andate da soli. Chi si muove in gruppo si protegge e si conosce», recita il vademecum del rivoltoso.

A quel punto, una volta riempite le tre piazze di ritrovo, alle 15.30 verrà comunicata la destinazione finale. I tre cortei convergeranno in un unica piazza, così da costringere la polizia a dividersi per proteggere le vie lungo cui si muoveranno le orde di maranza e centri sociali.

GRIDO DI BATTAGLIA

«Perché la piazza è nostra e non intendiamo consegnarla a chi la vuole trasformare in un recinto. Perché non vogliamo offrire bersagli, e per noi è questione di tutela collettiva», scrivono sul web.
Nel mirino, come si legge sulle chat dei rivoltosi, c’è un po’ di tutto: dal «patriarcato» che «sta alla radice di tutto», all’Italia che «è un Paese di vecchi di merda, pensato per vecchi di merda» in cui si attende «di invecchiare per avere il proprio momento». Tanta confusione che spesso sfocia nel più classico dei classici: «Boh, allora sfondiamo tutta la città a caso».

Ieri la polizia ha svolto numerose perquisizioni in 18 città considerate obiettivi sensibili. Sequestrati cellulari, computer, armi soft air, munizioni da guerra, coltelli, manganelli, tirapugni, mazze, sfollagente, aste di alluminio, una balestra, taniche di plastica contenente benzina, indumenti per il travisamento.

Ma la preoccupazione resta alta. A Milano molti negozianti hanno deciso che oggi pomeriggio abbasseranno la serranda, sperando di non trovarsela sfasciata domani mattina. Non solo negozi, ma anche bar e ristoranti rischiano di pagare dazio. In città, infatti, è scoppiata la psicosi dopo le immagini delle devastazioni che hanno fatto il giro di web e televisioni. Per evitare di trovarsi nel pieno delle proteste, l’intenzione dominante è quella di trascorrere il fine settimana a casa. Con conseguenti perdite importanti per commercianti e ristoratori. Allerta massima per le mosse dei centri sociali. A Torino scenderanno in strada le milizie di Askatasuna. Lì la manifestazione è stata indetta dalla galassia antagonista per protestare contro il riarmo e i data center; solo successivamente hanno deciso di unirsi maranza e studenti.

A Roma, ieri si è riunito il tavolo tecnico per predisporre un controllo capillare del territorio, in particolare del centro storico. In campo ci saranno anche 300 agenti della locale a dare manforte a polizia e carabinieri. Per arrivare pronti allo scontro, sui canali Telegram del Movimento 17 ottobre circolano anche consigli su come vestirsi. La felpa con il cappuccio è la base dell’outfit del delinquente: per «tenere i gas dei lacrimogeni lontano dal viso», si legge nelle chat.

Consigliati anche degli occhiali protettivi che «si comprano in qualsiasi ferramenta o negozio di vernici» e la kefiah tanto cara ai pro-Pal per «proteggere bocca e polmoni dai gas lacrimogeni». In alternativa, per chi ancora non si fosse convertito alla causa per Gaza, «una mascherina, meglio Ffp2». Infine, «guanti da cucina» che «aiutano a proteggere le mani dal calore dei lacrimogeni» e «scarpe comode per correre e muoversi in fretta».

Non solo: tra i consigli per gli acquisti ci sono anche una bottiglietta di aceto che, se messo sulla kefiah, «può aiutare a ridurre gli effetti dei gas lacrimogeni», sapone neutro «per lo spray al peperoncino», acqua, antidolorifici e un «kit di pronto soccorso con cerotti, bende e disinfettante».

Se tutto ciò non dovesse bastare, si è organizzata una rete di medici per curare i manifestanti. Nella chat “Italia in Piazza - Torino”, è stato annunciato che alcuni dottori si sono resi disponibili a curare in anonimato i feriti del capoluogo piemontese. Oltre all’assistenza ambulatoriale, garantita anche quella legale grazie a un vademecum su come comportarsi in caso di fermo e il contatto dei legali «dell’hubfordefenders per attivisti e attiviste».

MESSAGGI EVERSIVI

Ma su questi gruppi online, che si sviluppano prevalentemente su Telegram, c’è davvero di tutto. Per evitare che i messaggi vengano intercettati dalle autorità, c’è chi suggerisce di coordinare la manifestazione con «carta e penna, passaggio di mano e poi si brucia il messaggio». Altri ancora si organizzano aprendo nuove chat su Signal. C’è chi promette «domani guerra», aizzato dagli screenshot di messaggi provenienti da gruppi di destra; c’è chi propone di assediare una fantomatica villa di Matteo Salvini. Anche in Italia, come in Francia, è sbarcato il contestato slogan «bismillah» (in nome di Allah). E in piazza sono attese le bandiere con il teschio e il cappello di paglia: il vessillo dei pirati dell’anime giapponese One Piece, diventato simbolo delle proteste in tutto il mondo e postato anche dall’eurodeputata francese di estrema sinistra Rima Hassan per sostenere le rivolte oltralpe.

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