La Procura di Pavia ha chiesto il processo per Andrea Sempio per l'omicidio aggravato di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco. Delitto per cui è stato condannato in via definitiva a 16 anni Alberto Stasi, ex della vittima. La richiesta di rinvio a giudizio dovrà essere valutata da un gup, dopo la fissazione dell'udienza preliminare.
Nella richiesta di rinvio a giudizio, la Procura ha confermato le due aggravanti già contestate con la chiusura dell'indagine: l'aver "agito con crudeltà verso la vittima in considerazione dell'efferatezza dell'azione omicidiaria per il numero e l'entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto" e l'"aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale". Lo si legge nel capo di imputazione inoltrato al gup.
Secondo la loro ricostruzione, il commesso 38enne "dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente dapprima" sulla fronte e poi sullo zigomo destro "facendola cadere a terra. A seguito di ciò, la trascinava" fino alla "porta di accesso alla cantina e, dopo che" la vittima "provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi" alla testa ed al volto, "facendole perdere i sensi". Poi, "spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale" che conducono in cantina ove "sebbene Chiara "fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi" sulla parte posteriore del cranio, causandone la morte. E ciò avendo agito "con crudeltà" e "odio per la vittima" che lo aveva respinto. La nota del procuratore chiude spiegando che "ogni argomentata valutazione concernente la rilevanza e il significato dell'insieme degli elementi probatori acquisiti sarà esposta davanti ai giudici competenti nel luogo del Tribunale di Pavia".
Una prima chiusura delle indagini risale allo scorso 7 maggio, ovvero il giorno dopo aver convocato in Procura l'indagato che però si era avvalso della facoltà di non rispondere alle domande dei pm. Per la difesa, rappresentata dai legali Angela Taccia e Liborio Cataliotti, un possibile interrogatorio potrà avvenire solo in tribunale davanti a un giudice. Una volta chiuse le indagini, poi, sono stati fatti nuovi accertamenti, consulenze e contro-consulenze. Una seconda chiusura delle indagini, quindi, era arrivata lo scorso 28 settembre.
Intanto dai suoi legali si apprende che Sempio è "pronto ad affrontare anche questa fase del procedimento davanti al gup" ed è "convinto che sarà dimostrata" la sua "innocenza". "Non c'è nulla di nuovo, nulla di inatteso. Siamo assolutamente pronti a fronteggiare questa imputazione - ha detto l'avvocato Liborio Cataliotti a Dentro la notizia, la trasmissione su Canale 5 condotta da Gianluigi Nuzzi -. L'imputazione mi sembra articolata secondo quelle che erano le aspettative, certo non rosee, ma assolutamente attese".
Una volta che sarà fissata dal gup di Pavia l'udienza preliminare, dopo la richiesta di rinvio a giudizio avanzata oggi dai pm, la difesa di Sempio chiederà al giudice, come ribadito già più volte dai legali Cataliotti e Taccia, la sospensione del procedimento. L'udienza, in sostanza, secondo la difesa che proporrà nel caso anche una questione di legittimità costituzionale alla Consulta, deve rimanere "congelata" in attesa che venga definito il giudizio di revisione su Alberto Stasi. Istanza di revisione che non è ancora stata presentata dalla difesa Stasi.
Secondo Cataliotti, l'udienza preliminare potrebbe svolgersi "l'anno prossimo": "In ipotesi potrebbe celebrarsi anche entro fine anno, ma essendo mastodontico il fascicolo penso che il gup necessiterà di tempo per studiarlo come ne abbiamo abbisognato noi".