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Cagliari, gli attivisti del clima bloccano il traffico

lunedì 13 novembre 2023
1' di lettura

È stata interrotta dopo poco più di mezz'ora la prima protesta di 'Ultima Generazione' in Sardegna, a Cagliari. La polizia ha sgomberato la strada portando via di peso i cinque giovani che sono stati trasferiti sulle volanti e portati in questura. Ora rischiano una denuncia per manifestazione non autorizzata, blocco stradale e resistenza passiva a pubblico ufficiale. Il traffico è ripreso, dopo momenti di tensione e episodi sgradevoli, come lo sputo addosso a una delle manifestanti da parte di un automobilista. "C'è un'emergenza climatica che mette a rischio la produzione di cibo e l'accesso all'acqua. È necessario un fondo di riparazione da 20 miliardi di euro per ripagare i danni da calamità ed eventi climatici estremi". È uno degli slogan gridati dagli attivisti di Ultima generazione che, per la prima volta in Sardegna, sono scesi in piazza a Cagliari per un blocco stradale che ha mandato in tilt il traffico cittadino per circa 30 minuti nell'ora di punta, alle 8, davanti ad automobilisti infuriati e studenti incuriositi. Un blocco durato fino quando non sono arrivate le forze dell'ordine che hanno sgomberato la carreggiata. Fra i manifestanti, anche ragazzi arrivati da altre regioni.

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Lorenzo Cafarchio

Flotilla, Israele sequestra decine di imbarcazioni e centinaia di attivisti in mare verso Gaza

A 1.100 chilometri da Gaza, in acque internazionali a circa 45 miglia nautiche a ovest dell’isola greca di Kythira, le forze israeliane hanno intercettato, abbordato e sequestrato almeno 21 delle 57 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, con cui dal 15 aprile Open Arms sta navigando verso la Striscia per fornire supporto tecnico, logistico e sanitario. Le imbarcazioni sono state abbordate da soldati che hanno puntato armi automatiche contro di loro.

Alcune sono state poi lasciate alla deriva dopo che i soldati hanno bloccato i loro motori. L’episodio, avvenuto nella sera di mercoledì 29 aprile 2026, rappresenta una escalation significativa e senza precedenti: civili sono stati fermati nella zona SAR greca, in pieno Mediterraneo, il mare più sorvegliato dalle forze europee, sotto lo sguardo di Frontex: sono stati sequestrati centinaia di attivisti e decine di imbarcazioni. Sebbene le imbarcazioni si trovassero nella zona di ricerca e soccorso della Grecia e avessero lanciato un SOS, la guardia costiera greca non ha adempiuto al proprio obbligo di prestare loro soccorso.

I principi più elementari del diritto marittimo e internazionale sono stati violati senza alcun intervento da parte dell’Ue. Alle 21:43 (18:43 UTC) le imbarcazioni hanno ricevuto un avvertimento radio sul canale internazionale di emergenza (VHF 16) da un soggetto che si è identificato come Marina israeliana, intimando alla flottiglia di cambiare rotta. A questo è seguito un sistematico disturbo delle comunicazioni (jamming), che ha compromesso gravemente la sicurezza delle imbarcazioni in mare aperto, includendo le comunicazioni di emergenza SOS in VHF, i canali di coordinamento della flottiglia, i sistemi di navigazione satellitare (GNSS) e le bande Iridium. La progressiva interruzione dei segnali ha portato alla perdita totale dei contatti con diverse imbarcazioni, fino alla conferma alle 03:47 dell’abbordaggio da parte delle forze israeliane e del fermo dei civili a bordo. L’area interessata non risulta essere una zona di confine contesa e rientra nelle acque internazionali, dove nessuno Stato ha il diritto di rivendicare, controllare o esercitare sovranità.

Gervasoni dalla Gdf a Milano: "Rispetto il lavoro della magistratura"

“Rispetto il lavoro della magistratura, risponderò”. Così Andrea Gervasoni, accompagnato dal suo legale Michele Ducci, entrando nella caserma della Guardia di Finanza Silvio Novembre, a Milano, per essere ascoltato nell’ambito dell’inchiesta sugli arbitri aperta dalla procura di Milano. “Siamo qui per un episodio”, ha detto il legale del supervisore Var.

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