È stata interrotta dopo poco più di mezz'ora la prima protesta di 'Ultima Generazione' in Sardegna, a Cagliari. La polizia ha sgomberato la strada portando via di peso i cinque giovani che sono stati trasferiti sulle volanti e portati in questura. Ora rischiano una denuncia per manifestazione non autorizzata, blocco stradale e resistenza passiva a pubblico ufficiale. Il traffico è ripreso, dopo momenti di tensione e episodi sgradevoli, come lo sputo addosso a una delle manifestanti da parte di un automobilista. "C'è un'emergenza climatica che mette a rischio la produzione di cibo e l'accesso all'acqua. È necessario un fondo di riparazione da 20 miliardi di euro per ripagare i danni da calamità ed eventi climatici estremi". È uno degli slogan gridati dagli attivisti di Ultima generazione che, per la prima volta in Sardegna, sono scesi in piazza a Cagliari per un blocco stradale che ha mandato in tilt il traffico cittadino per circa 30 minuti nell'ora di punta, alle 8, davanti ad automobilisti infuriati e studenti incuriositi. Un blocco durato fino quando non sono arrivate le forze dell'ordine che hanno sgomberato la carreggiata. Fra i manifestanti, anche ragazzi arrivati da altre regioni.
A 1.100 chilometri da Gaza, in acque internazionali a circa 45 miglia nautiche a ovest dell’isola greca di Kythira, le forze israeliane hanno intercettato, abbordato e sequestrato almeno 21 delle 57 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, con cui dal 15 aprile Open Arms sta navigando verso la Striscia per fornire supporto tecnico, logistico e sanitario. Le imbarcazioni sono state abbordate da soldati che hanno puntato armi automatiche contro di loro.
Alcune sono state poi lasciate alla deriva dopo che i soldati hanno bloccato i loro motori. L’episodio, avvenuto nella sera di mercoledì 29 aprile 2026, rappresenta una escalation significativa e senza precedenti: civili sono stati fermati nella zona SAR greca, in pieno Mediterraneo, il mare più sorvegliato dalle forze europee, sotto lo sguardo di Frontex: sono stati sequestrati centinaia di attivisti e decine di imbarcazioni. Sebbene le imbarcazioni si trovassero nella zona di ricerca e soccorso della Grecia e avessero lanciato un SOS, la guardia costiera greca non ha adempiuto al proprio obbligo di prestare loro soccorso.
I principi più elementari del diritto marittimo e internazionale sono stati violati senza alcun intervento da parte dell’Ue. Alle 21:43 (18:43 UTC) le imbarcazioni hanno ricevuto un avvertimento radio sul canale internazionale di emergenza (VHF 16) da un soggetto che si è identificato come Marina israeliana, intimando alla flottiglia di cambiare rotta. A questo è seguito un sistematico disturbo delle comunicazioni (jamming), che ha compromesso gravemente la sicurezza delle imbarcazioni in mare aperto, includendo le comunicazioni di emergenza SOS in VHF, i canali di coordinamento della flottiglia, i sistemi di navigazione satellitare (GNSS) e le bande Iridium. La progressiva interruzione dei segnali ha portato alla perdita totale dei contatti con diverse imbarcazioni, fino alla conferma alle 03:47 dell’abbordaggio da parte delle forze israeliane e del fermo dei civili a bordo. L’area interessata non risulta essere una zona di confine contesa e rientra nelle acque internazionali, dove nessuno Stato ha il diritto di rivendicare, controllare o esercitare sovranità.
“Rispetto il lavoro della magistratura, risponderò”. Così Andrea Gervasoni, accompagnato dal suo legale Michele Ducci, entrando nella caserma della Guardia di Finanza Silvio Novembre, a Milano, per essere ascoltato nell’ambito dell’inchiesta sugli arbitri aperta dalla procura di Milano. “Siamo qui per un episodio”, ha detto il legale del supervisore Var.
Un nascondiglio invisibile, incastonato tra le pietre di un muretto a secco a Ciminà (Reggio Calabria), nel cuore aspro e impervio dell’Aspromonte. È qui che i Carabinieri affiancati dallo Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, hanno inferto un nuovo, significativo colpo alla circolazione illegale di armi, portando alla luce un deposito clandestino perfettamente mimetizzato e potenzialmente pronto all’impiego. L’operazione si è svolta attraverso un’intensa attività di rastrellamento in un’area demaniale particolarmente difficile da raggiungere. Proprio in questo scenario, i militari hanno individuato un ingegnoso sistema di occultamento: un tubo in plastica nascosto con estrema cura all’interno di un muretto, trasformato in un vano segreto.
Mercoledì la polizia metropolitana di Londra ha diffuso il video ripreso dalle bodycam di due agenti coinvolti nell'arresto di un uomo accusato di aver accoltellato due ebrei a Londra. Il video mostra il sospettato 45enne che cammina verso gli agenti, che gridano di "lasciare cadere il coltello" mentre estraggono i taser. Il sospettato viene visto cadere a terra prima di essere trattenuto dagli agenti.