La possibilità di un'offensiva israeliana nel Sud della Striscia di Gaza, a Rafah, continua a essere al centro del conflitto tra lo Stato ebraico ed Hamas. Gli Stati Uniti hanno fatto sapere che Israele non entrerà nella città meridionale della Striscia senza prima confrontarsi con Washington."L'ingresso a Rafah è importante" ma il ritorno degli ostaggi israeliani "è urgente e di gran lunga più importante", ha affermato invece Benny Gantz, ministro del gabinetto di guerra. Intanto, secondo quanto riferito da diversi media israeliani, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu starebbe conducendo una “pressione telefonica senza sosta” sugli Stati Uniti perché l'amministrazione Biden lo aiuti a evitare un mandato d'arresto internazionale nei suoi confronti.
L'Ecuador è stato eliminato dalla Coppa del Mondo 2026 dopo aver perso 2-0 contro il Messico che si qualifica agli ottavi di finale. Il Messico ha dominato la partita, segnando all'inizio del primo tempo con i gol di Raúl Jiménez e Julián Quiñones, e da quel momento in poi ha controllato la partita. Moltitifosi sono rimasti profondamente delusi e amareggiati.
La Polizia di Catania ha eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di sei persone: cinque sono gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, porto abusivo di armi e munizioni, aggravati dall'aver agito al fine di agevolare il clan mafioso 'Cappello-Bonaccorsi'. Il sesto è indiziato di favoreggiamento. L'indagine trae origine dalla sparatoria avvenuta nella tarda serata dell'11 giugno 2026 nel quartiere San Giovanni Galermo. Gli agenti sono intervenuti per la segnalazione di numerosi colpi d'arma da fuoco esplosi nei pressi di un chiosco. Sul posto sono stati recuperati diversi bossoli, una pistola e alcuni scooter. Poco dopo, tre minorenni feriti da colpi d'arma da fuoco si sono presentati al Policlinico di Catania. Uno di loro, colpito più gravemente, è tuttora ricoverato all'ospedale Cannizzaro.
I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Trieste, unitamente al personale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nell'ambito del dispositivo permanente di vigilanza doganale e di contrasto ai traffici illeciti, hanno portato a termine un rilevante sequestro di denaro e documenti falsificati destinati a essere introdotti nel territorio europeo dalla Turchia. L'attività ispettiva, scaturita da mirate attività di analisi sui flussi merceologici in ingresso nell'area portuale giuliana tramite sistema Ro-Ro, ha consentito di individuare un tir proveniente dal porto turco di Akçansa/Gemlik, diretto ad Amburgo.
Il carico risultava spedito da una società turca operante nel settore delle telecomunicazioni e destinato a una società di diritto olandese attiva principalmente nei servizi alle imprese. Nel corso delle operazioni di controllo eseguite sul contenuto delle merci trasportate dall'autoveicolo sono state rinvenuti: 1.170.000 euro falsi (23.400 banconote del taglio da 50 euro); 25 documenti di identità di varie autorità emittenti in dettaglio contraffatti: 1 carta di identità rilasciata dal Marocco; 5 passaporti rilasciati da autorità britanniche e statunitensi; 5 permessi di soggiomo rilasciati da autorità lituane, greche e finlandesi; 14 visti rilasciati da autorità diplomatiche iberiche, tedesche e belghe.Sempre all'interno del tir sono stati, inoltre, scovati un hard disk e una chiavetta usb che, a seguito di riscontri tecnici condotti da personale specializzato Computer Forensics e Data Analysis, conteneva all'interno circa 10.000 file digitali (loghi, segni grafici, fototessere, codici alfanumerici, font e nominativi) utili alla produzione di documenti falsificati di numerosi Paesi europei e extra UE, oltre a istruzioni e a speciali software utilizzati per la loro creazione.
Tra i vari file, di particolare interesse sono risultati essere 110 certificati, tra cui 75 visti per svariati Paesi, 13 carte di identità, 11 permessi di soggiorno e nove patenti di guida. Il materiale rinvenuto, prestandosi alla commissione di svariati reati (tra cui furto di identità, attività fraudolente in e-commerce, operazioni finanziarie connesse al riciclaggio, favoreggiamento immigrazione clandestina), è stato sottoposto a sequestro su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste che ha delegato approfondimenti investigativi, attualmente in corso, da condursi anche in altri Stati Europei attraverso procedure di cooperazione internazionale tra autorità giudiziarie e forze di polizia.
Centinaia di candele hanno sfilato lungo le strade Casalotti, a Roma, in ricordo di Kamal, Hosne Jahan e della figlia di 8 anni Arowa: il quartiere ricorda così la strage avvenuta nella serata del 26 giugno, quando un'intera famiglia è stata massacrata a colpi di mannaia. Unico superstite l’altro figlio, un ragazzo di 18 anni. Ad aprire la fiaccolata uno striscione con la scritta: “Casal Selce ricorda con affetto Kamal e la sua famiglia. Kamal, con il tuo lavoro, la tua dedizione e il tuo esempio sei diventato parte della nostra comunità. Ci mancherai". Mentre continuano le ricerche dell’omicida, i conoscenti, i colleghi dei genitori, la comunità bengalese, gli amici, le compagne e i compagni di scuola della bambina si uniscono al corteo silenzioso che attraversa le vie di Casalotti. In testa al corteo il parroco della chiesa di Santa Rita e l’imam Sami Salem; il consigliere del XIII municipio Carlo Matti, che conosceva Kamal e che ha organizzato assieme ai comitati di quartiere l’iniziativa, ricorda così le tre vittime: “Una famiglia stimata da tutti, da sempre esempio di integrazione e disponibilità verso il nostro quartiere. Quando delle vite vengono spezzate in modo così tragico, non esistono parole capaci di colmare il vuoto. Possiamo però scegliere di non rimanere indifferenti”. Centinaia di persone sono partite da piazza Ormeo e hanno sfilato in silenzio per le vie del quartiere, fino a raggiungere la casa della strage.