Sempre più basso il consenso di cui gode il presidente americano Donald Trump negli Stati Uniti. Secondo Nate Cohn, guru dei New York Times/Siena polls, nessun capo della Casa Bianca negli ultimi 17 anni era sceso sotto la soglia del 38% se non per pochi giorni. Ora il tycoon è al 37%, non riuscendo a risalire nemmeno dopo l'intesa con l’Iran del 17 giugno. Una risalita c'era stata, ma lieve, dello 0,3%, solo nella settimana successiva all’accordo. Appena il 16% degli intervistati, infatti, ha fiducia nella riapertura stabile dello Stretto di Hormuz, mentre per il 54% la guerra con Teheran è stata un errore.
Gli americani si sono rivelati particolarmente critici soprattutto su due temi: inflazione e costo della vita. Se si valutano questi due aspetti, il saldo negativo per Trump sale al 43%. Il segretario al Tesoro Bessent ha promesso a più riprese che "gli aiuti arrivano". Ma l'opinione pubblica statunitense non sembra essere ottimista al riguardo.
Dunque quando alle elezioni di mid-term, in programma a novembre, mancano solo pochi mesi, ecco che i sondaggi non sembrano sorridere a Trump. E di certo la situazione non migliorerebbe se a novembre ci fossero le presidenziali. Trump, infatti, potrebbe utilizzare i due anni che gli mancano alla fine del mandato per provare a raddrizzare la curva dell’impopolarità.