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Landini, la sceneggiata in piazza contro la legge Calderoli

sabato 20 luglio 2024
1' di lettura

“Noi vogliamo abrogare totalmente questa legge, perché non è questo quello di coberui ha bisogno il nostro paese”. Così il segretario della CGIL Maurizio Landini, a margine dell’evento di lancio della campagna di raccolta firme per il referendum abrogativo dell’autonomia differenziata. Simbolicamente, il sindacato ha inaugurato il primo banchetto all’esterno dell’ospedale San Filippo Neri di Roma. Al momento della firma, piccolo siparietto di Landini, che ha dimenticato in auto il documento ed è dovuto tornare a prenderlo per poter effettivamente firmare. “Abbiamo bisogno che ci siano alcuni diritti garantiti a tutti: a partire dalla sanità pubblica, l’istruzione, all’assistenza, a un lavoro che sia non precario”, afferma il sindacalista, secondo cui “l’autonomia differenziata va esattamente nella direzione opposta, di dividere il paese e limitare la libertà delle persone”. Pertanto “questa non è una battaglia di difesa, ma è una battaglia per affermare un altro modello sociale, che rimette al centro il lavoro, le persone e la loro libertà”. Landini fissa poi anche l’obiettivo della campagna: “Il nostro obiettivo è ambizioso: portare a votare tra un anno 25 milioni di persone, in un paese dove ormai il 50% a votare non ci va più. Uno che firma oggi sta dicendo una cosa molto precisa e cioè che vuol tornare lui a contare” e per questo motivo “il referendum ha questo valore, di rimettere al centro la democrazia”.

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Sul fronte urbanistico ha preso le distanze da chi ha contestato i progetti di sviluppo: “C’è una minoranza, io la chiamo minoranza rumorosa appartenente a dei comitati magari estremisti che ci ha visto come i portatori di un qualcosa di negativo per la città – ha proseguito Borsellino –. Invece io ritengo che questo sviluppo, che è stato uno sviluppo di rigenerazione urbana, per la maggior parte sia stato estremamente positivo”. Ha concluso con una riflessione sull’effetto paradossale delle battaglie contro i grandi fondi: “Questa guerra ideologica contro quelli che venivano definiti grandi fondi immobiliari sta ottenendo l’effetto opposto, perché i piccoli operatori che hanno delle situazioni aperte a Milano, bloccati da due anni, stanno soffrendo e vengono rilevati dai grandi fondi immobiliari”.