“Il 22 e il 23 marzo sarete chiamati a votare al referendum per confermare o meno la riforma della giustizia che il governo ha proposto. Negli ultimi mesi, in modo ancora più intenso, ovviamente nelle ultime settimane, attorno a questo referendum si è creato un clima di forte confusione. Si sono sovrapposte polemiche, semplificazioni, slogan, e in molti casi informazioni parziali o, peggio, completamente distorte. Per questo ho deciso di provare a spiegare in modo più possibile chiaro alcuni punti fondamentali della riforma che gli italiani saranno chiamati a confermare o meno con il loro voto, e di spiegare perché considero importante che si vada a votare e che si voti sì, cioè per confermare la riforma. Perché questa è una riforma molto importante, se vogliamo modernizzare l'Italia, ed è importante per tutti gli italiani. E li riguarda tutti, più di quanto pensino”.
Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video diffuso via social accompagnato da un post in cui la premier scrive: “Cosa c’è davvero nella riforma della Giustizia: 13 minuti per fare chiarezza e rispondere alle banalizzazioni e alle troppe bufale messe in circolazione”. Un messaggio chiaro quello della premier che di fatto spiega punto per punto i motivi del Sì. Un'occasione storica per il nostro Paese per riformare la Giustizia.
Stati Uniti e Iran verso nuovi colloqui dopo il fallimento di quelli di Islamabad, con la possibile ripresa entro due giorni in una sede alternativa. Donald Trump parla di conflitto “molto vicino alla fine”: il presidente Usa, in un’intervista a Fox News, ha rivendicato la necessità della guerra per impedire a Teheran di dotarsi dell’arma nucleare e sostiene che l’Iran voglia un accordo “a tutti i costi”. Sul piano diplomatico, la Cina propone un piano in quattro punti per favorire la pace. Segnali positivi arrivano anche da Washington, dove Israele e Libano hanno definito “costruttivi” i colloqui sulla tregua, aprendo a negoziati diretti con dettagli ancora da stabilire. Resta però alta la tensione tra Washington e Roma dopo le critiche di Trump alla premier Giorgia Meloni, accusata di non sostenere gli Usa sull’Iran. Parole giudicate “inaccettabili” da Meloni, che ha ricevuto solidarietà bipartisan.
I carabinieri di Polistena, in provincia di Reggio Calabria, hanno scoperto un’organizzazione criminale specializzata nelle truffe ai danni di persone anziane e vulnerabili. Le indagini hanno portato a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre soggetti – due uomini e una donna – localizzati e arrestati tra le province di Napoli e Verona. Tutto è partito da un episodio avvenuto nel gennaio 2025 a Polistena, quando una pensionata era stata raggirata con lo stratagemma del 'finto maresciallo', ovvero un sedicente maresciallo dell'Arma che annunciava un grave incidente stradale causato da un familiare. Subito dopo interveniva un falso avvocato, pronto a chiedere con urgenza il pagamento di una cauzione per evitare conseguenze penali. Una pressione psicologica fortissima, studiata per colpire le vittime nel momento di maggiore fragilità emotiva, inducendole a consegnare denaro e gioielli. Le risultanze investigative hanno consentito di attribuire al gruppo numerosi episodi analoghi, commessi non solo a Polistena, ma anche nei territori di Taurianova e San Martino, per un danno economico complessivo che supera i 75mila euro. Fondamentale, nell’economia dell’indagine, è stata anche la ricostruzione dei ruoli all’interno della banda: tra gli arrestati figura una donna ritenuta elemento chiave per la logistica, incaricata del noleggio dei veicoli e dell’organizzazione degli spostamenti dalla Campania verso la Calabria, consentendo al gruppo di operare con rapidità e riducendo i rischi di identificazione.
Si finge chef professionista su un sito di incontri e narcotizza un pensionato durante una cena per rapinarlo: una donna di 49 anni, insieme al compagno di 63, è stata arrestata dai Carabinieri su ordine del gip del Tribunale di Ivrea. I fatti risalgono al 6 febbraio a Venaria Reale, nel Torinese, dove la coppia ha sottratto alla vittima – un 68enne – circa 10mila euro, un orologio, documenti e carte di credito. A far scattare l’allarme è stato il figlio dell’uomo, che non riusciva a contattarlo. I sanitari lo hanno trovato in casa in stato di incoscienza: era stato narcotizzato con benzodiazepine, la stessa sostanza rinvenuta in una pentola di spaghetti preparata dalla donna, elemento chiave per ricostruire il modus operandi. Le indagini, supportate da immagini di videosorveglianza e tracciamenti dei pagamenti, hanno permesso di identificare anche il complice e di smentire la versione della donna, che si dichiarava invalida e costretta su una sedia a rotelle, ma è stata ripresa mentre fuggiva a piedi. Durante le perquisizioni sono stati trovati contanti, farmaci psicotropi, telefoni intestati a prestanome e parte della refurtiva, oltre a un elenco di possibili obiettivi, segno della premeditazione. Gli investigatori stanno ora verificando eventuali altri colpi messi a segno dalla coppia.
I sommozzatori della Marina degli Stati Uniti aprono il portello della capsula Orion, pochi istanti dopo l’ammaraggio. All’interno, gli astronauti di Artemis II vengono accolti con emozione dopo quasi dieci giorni nello spazio. "Ike, bentornato a casa… Christina bentornata a casa… Jeremy, bentornato… Reid, bentornato a casa fratello", si sente dire dai soccorritori. L’equipaggio, formato da Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, ha completato una missione storica, spingendosi oltre le distanze raggiunte dalle missioni Apollo e sorvolando il lato nascosto della Luna. Un viaggio che ha regalato immagini spettacolari, tra cui una nuova visione della Terra che tramonta dietro la Luna. Dopo il recupero in mare, gli astronauti sono rientrati negli Stati Uniti, accolti tra applausi ed emozione al Johnson Space Center.