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Iran, Gharibabadi: "No alle richieste di cessate il fuoco"

martedì 10 marzo 2026
1' di lettura

Il viceministro degli Esteri iraniano ha dichiarato che Teheran ha rifiutato le richieste di cessate il fuoco provenienti da Paesi come Cina, Francia e Russia. "Al momento, noi deteniamo il vantaggio", ha detto Kazem Gharibabadi alla televisione statale iraniana nelle scorse ore. "La Repubblica Islamica dell’Iran ha inflitto perdite pesanti e dolorose al regime sionista, agli Stati Uniti e ai loro alleati. Basta guardare lo stato dell’economia globale e dei mercati energetici, è stato molto doloroso per loro", ha aggiunto. "Noi deteniamo il vantaggio e, per questo motivo, la Repubblica Islamica dell’Iran determinerà la fine della guerra", ha concluso.

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Carlo Nicolato

CIDA COMPIE 80 ANNI CON LA REPUBBLICA: “IL FUTURO COME RESPONSABILITÀ”

CIDA – Confederazione Italiana Dirigenti ed Alte Professionalità – nasce nel 1946, lo stesso anno della Repubblica Italiana. Non è una coincidenza: è un parallelismo che racconta un destino condiviso. Mentre il Paese costruiva le sue fondamenta democratiche, la dirigenza italiana si organizzava per contribuire alla ricostruzione economica, sociale e civile. Ottant’anni dopo, quel legame tra competenza manageriale e tenuta istituzionale è più attuale che mai.

“Celebrare gli 80 anni di CIDA significa riconoscere il contributo della dirigenza italiana alla costruzione e alla tenuta della Repubblica”, dichiara Stefano Cuzzilla, Presidente di CIDA. “Dal 1946 a oggi, nei momenti più difficili il management italiano è stato presidio di continuità, equilibrio, responsabilità. Questi 80 anni aprono il quinto ciclo ventennale della nostra storia, in un Paese che affronta trasformazioni profonde e ha bisogno di una classe dirigente all’altezza della loro complessità. Per questo il 2026 non sarà un anno di commemorazione, ma di proposta: guidare il cambiamento con competenza e visione è il nostro mandato, oggi come allora.”


IL CONCEPT: 5×20, CINQUE CICLI VERSO IL CENTENARIO

Da quella visione di lungo periodo nasce il cuore del progetto celebrativo. “Il Futuro come Responsabilità” si fonda su un concept strategico: 5×20. Ottant’anni non sono solo il prodotto di quattro cicli conclusi — 1946-1965, 1966-1985, 1986-2005, 2006-2025 — ma l’apertura del quinto ciclo ventennale (2026-2045) che condurrà CIDA al suo centenario. Cinque volte venti anni non come semplice periodizzazione cronologica, ma come grandi stagioni di responsabilità, ognuna segnata da sfide diverse e da decisioni che hanno inciso sul volto del Paese.

Attraverso questi cicli, cinque tematiche restano costanti e si trasformano: tecnologia e innovazione, leadership e responsabilità, lavoro e welfare, competenze e formazione, ruolo sociale del management. Fili che attraversano la storia e ne determinano la qualità, costruendo una mappa per leggere il passato senza nostalgia, abitare il presente con consapevolezza e costruire il futuro come scelta.

Il concept 5×20 verrà declinato in un programma di eventi, pubblicazioni e iniziative istituzionali lungo tutto il 2026, posizionando CIDA come soggetto di proposta concreta su tre priorità nazionali: intelligenza artificiale e futuro del lavoro, demografia e sostenibilità del welfare, competenza manageriale come garanzia della qualità della decisione — pubblica e privata. Un percorso che CIDA affronterà con partner di primo piano: l’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale per l’Impatto Industriale — AI4I, fondato dal Governo italiano per sviluppare ricerca trasformativa applicata all’intelligenza artificiale, con cui si aprirà il ciclo di eventi il 10 giugno; il Censis e Itinerari Previdenziali, voci autorevoli nell’analisi della società e del welfare italiani.


IL NUOVO LOGO: UNITÀ, RETE, DIREZIONE

A dare forma visiva a questa visione è il nuovo logo celebrativo sviluppato per il 2026. Quattro elementi simbolici si integrano in un’unica immagine: l’infinito, che evoca la continuità tra memoria e progetto; la rete, che rappresenta le dieci Federazioni confederate — una comunità plurale che abbraccia tutti i settori strategici del Paese e trasforma la pluralità delle competenze in una forza comune; l’unione, che richiama la convergenza di competenze diverse verso un obiettivo condiviso; il timone, metafora della responsabilità direzionale che il management esercita nel governo delle organizzazioni e del cambiamento. Il logo accompagnerà come firma visiva tutte le iniziative dell’anno celebrativo, tenendo insieme passato e futuro in un’identità riconoscibile e proiettata in avanti. La sua ideazione, insieme all’intera architettura strategica e narrativa del progetto, è stata sviluppata con Eprcomunicazione S.p.A. Società Benefit, la sua controllata Cernuto Pizzigoni & Partners Srl e K-Vision, la nuova unit di Eprcomunicazione dedicata alle esperienze visive multimediali e immersive.

Maggiori info su: https://www.cida.it/80anni/

Iran, Trump: "Fine della guerra e inizio di un nuovo Paese"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato interpellato dai giornalisti sui commenti rilasciati nelle scorse ore, quando aveva detto a un cronista che la guerra era "molto completa", mentre il Pentagono nello stesso giorno aveva scritto sui social: "Abbiamo solo appena iniziato a combattere". "Sono vere entrambe le cose. L’inizio è l’inizio della costruzione di un nuovo Paese. Ma certamente loro non hanno più una Marina. Non hanno più un’Aeronautica. Avevano sistemi di difesa antiaerea: sono stati tutti distrutti. Non hanno radar. Non hanno telecomunicazioni. E non hanno più una leadership. È tutto sparito", ha spiegato Trump. "il rischio più grande di questa guerra è finito da tre giorni. Li abbiamo annientati nei primi due giorni", ha aggiunto il capo della Casa Bianca.

Australia, manifestanti bloccano l'autobus con la squadra di calcio femminile iraniana

 Il ministro degli Interni australiano Tony Burke ha dichiarato che l'Australia ha concesso asilo a cinque giocatrici della nazionale di calcio femminile iraniana, che si trovavano nel Paese per la Coppa d'Asia all'inizio della guerra con l'Iran e che non avevano cantato l'inno nazionale prima del loro match. L'annuncio è arrivato dopo giorni di sollecitazioni da parte di gruppi iraniani in Australia e del presidente degli Stati Uniti Donald Trump affinché il governo australiano aiutasse le donne, che non avevano espresso pubblicamente la loro volontà di chiedere asilo. Nelle scorse ore si è scatenata una rivolta fuori dall'hotel della squadra, mentre alcuni manifestanti si inginocchiavano o si sdraiavano davanti a un autobus bianco con i vetri oscurati, che si ritiene trasportasse il resto della squadra. I manifestanti, alcuni dei quali indossavano abiti rossi, bianchi e verdi o sventolavano bandiere iraniane pre-rivoluzionarie, hanno cercato di impedire la partenza dell'autobus dall'hotel, ma il ritardo è stato di pochi minuti. Alcuni hanno gridato "Salvate le nostre ragazze" e "Per favore, agite ora". La nazionale iraniana è arrivata in Australia per la Coppa d'Asia femminile il mese scorso, prima che iniziasse la guerra in Iran il 28 febbraio. La squadra è stata eliminata dal torneo nel fine settimana e si è trovata ad affrontare la prospettiva di tornare in un Paese sotto bombardamenti.

Israele intercetta missili sopra la zona di Haifa

Nelle scorse ore le forze israeliane hanno intercettato diversi missili lanciati dall'Iran sopra i cieli di Haifa, mentre prosegue la guerra con Teheran. Il conflitto si è propagato in tutta la regione. L'Iran ha lanciato droni verso l'Arabia Saudita e il Kuwait, mentre l'esercito israeliano ha ribadito l'appello a tutti i residenti del Libano meridionale affinché evacuino le proprie case, in quanto prevedeva di "operare con la forza" nell'area meridionale contro Hezbollah. Secondo le autorità locali, dall'inizio della guerra, almeno 1.230 persone sono state uccise in Iran, almeno 397 in Libano e 11 in Israele. In totale, sette militari statunitensi sono stati uccisi.