"Per sempre vota Bossi". È lo scritta sullo striscione, in verde con il Sole delle Alpi e firmato da MGP (Movimento Giovani Padani), appeso alla rotonda all'ingresso di Gemonio, in provincia di Varese, il paese di Umberto Bossi, il fondatore della Lega morto giovedì all'età di 84 anni. Un altro striscione, sempre in colore verde, è stato affisso all'esterno della casa del "Senatur" e riporta la scritta 'Saremo per sempre i tuoi Giovani Padani'.
È nata la fondazione Domenico Caliendo, in memoria del bimbo dal cuore 'bruciato' che si è spento lo scorso 21 febbraio. La firma per la nascita della fondazione, avvenuta presso uno studio notarile del quartiere Chiaia a Napoli, è stata apposta dalla mamma di Domenico, Patrizia Ercolino, che si è commossa. "Abbiamo già raccolto più di 45mila euro" ha detto poco dopo la mamma Patrizia "e colgo l'occasione per ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine e che hanno contribuito. Piango perché mi ricordo che l'idea della Fondazione è nata quando era sul lettino in terapia intensiva, ho chiamato l'avvocato e gli ho detto che stava per morire". L'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, ha spiegato le finalità della Fondazione, ovvero: offrire assistenza legale a chi ha difficoltà economiche, attività di sensibilizzazione, supporto di cittadini e istituzioni per garantire un miglioramento del servizio sanitario, attivazione di raccolte fondi a supporto di strutture sanitarie e per finalità benefiche, offrire percorsi psicologici per persone che hanno subito danni per colpa medica o hanno perso prossimi congiunti.
"Per sempre vota Bossi". È lo scritta sullo striscione, in verde con il Sole delle Alpi e firmato da MGP (Movimento Giovani Padani), appeso alla rotonda all'ingresso di Gemonio, in provincia di Varese, il paese di Umberto Bossi, il fondatore della Lega morto giovedì all'età di 84 anni. Un altro striscione, sempre in colore verde, è stato affisso all'esterno della casa del "Senatur" e riporta la scritta 'Saremo per sempre i tuoi Giovani Padani'.
Uscendo dall’Università Statale, dopo l’incontro pubblico dal titolo “Difendere l’indipendenza”, il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte si è intrattenuto per rispondere alle domande di alcuni studenti e perfino per registrare un videomessaggio per invitare al voto del No la nonna di una studentessa. Rispondendo a una domanda di Martina Belli, giovane al quinto anno di Giurisprudenza, che chiedeva conto dell’asimmetria tra i requisiti richiesti ai magistrati e l’assenza di obblighi analoghi per chi legifera, Conte ha spiegato: “La questione tocca un punto fondamentale relativo alla legittimazione. La legittimazione del politico non deriva dal titolo di studio, ma dal voto dei cittadini: sono gli elettori a dover discernere e a non votare chi non ritengono sufficientemente preparato”. Il presidente pentastellato, visibilmente emozionato per essere tornato in un’Università in mezzo agli studenti, dopo tanto tempo ha proseguito: “Il magistrato riceve la propria legittimazione attraverso il concorso. Va detto che negli Stati Uniti vengono eletti anche i pubblici ministeri, quindi una parte della magistratura riceve anch’essa una legittimazione democratica. Resta il fatto che, per il politico, la legittimazione passa dal voto”.