Le Fiamme Gialle di Savona hanno scoperto un sistema di furti di carburante da parte di autotrasportatori nel deposito fiscale di Vado Ligure. I lavoratori sottraevano il prodotto durante le operazioni di carico, utilizzando manichette e congegni modificati. Il carburante veniva poi venduto a prezzo inferiore rispetto ai distributori stradali. Sono stati sequestrati oltre 3.700 litri di carburante e perquisite abitazioni nelle province di Savona e Cuneo. Quindici persone sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria, mentre le indagini sono ancora in corso.
Il lancio della missione Artemis II è previsto per le 18:24 del 1° aprile in Florida, corrispondenti alle 00:24 del 2 aprile in Italia. La navicella Orion, con a bordo quattro astronauti, intraprenderà un viaggio di circa 393 mila chilometri: non è previsto un allunaggio, ma una circumnavigazione della Luna lungo una traiettoria di ritorno libero. Questo profilo di missione consentirà all’equipaggio di spingersi più lontano di quanto qualsiasi essere umano abbia mai fatto, raggiungendo anche il lato nascosto del nostro satellite. L’equipaggio riunisce competenze maturate in decenni di esperienza tra aviazione militare e missioni spaziali di lunga durata. Il comandante Reid Wiseman, ex pilota collaudatore della Marina degli Stati Uniti, ha preso parte a missioni di combattimento prima di entrare nella NASA nel 2009.
Nel 2014 ha trascorso 165 giorni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, dove ha condotto esperimenti scientifici, gestito operazioni robotiche e supportato attività extraveicolari. Successivamente è stato nominato capo dell’Ufficio Astronauti, incarico che prevede la supervisione e la gestione del corpo astronauti dell’agenzia. La specialista di missione Christina Koch porta con sé una vasta esperienza nello spazio. Ha trascorso 328 giorni consecutivi in orbita, stabilendo il record per la missione singola più lunga mai effettuata da una donna, e ha completato sei passeggiate spaziali, tra cui la prima interamente al femminile nel 2019. La sua attività si è concentrata in particolare sulle scienze della vita, sugli esperimenti di fisica e sullo studio delle prestazioni umane in condizioni di permanenza prolungata nello spazio, ambiti fondamentali per le missioni oltre l’orbita terrestre.
Il canadese Jeremy Hansen sarà il primo astronauta non statunitense a viaggiare oltre l’orbita terrestre, con il ruolo di specialista di missione. Ha iniziato la sua carriera nell’aviazione a soli 12 anni con i Royal Canadian Air Cadets, ottenendo la licenza di pilota già in giovane età prima di diventare pilota di caccia CF-18. Ha poi partecipato a operazioni NORAD, missioni artiche e incarichi di prontezza operativa, fino alla selezione come astronauta nel 2009. Da allora ha lavorato come comunicatore di capsula per la Stazione Spaziale Internazionale, ha guidato programmi di addestramento astronautico alla NASA e ha preso parte a simulazioni in ambienti estremi, come missioni subacquee e sotterranee, in preparazione alle esplorazioni nello spazio profondo. Completa l’equipaggio il pilota Victor Glover, anch’egli pilota collaudatore della Marina statunitense. Nel 2020 ha partecipato alla missione SpaceX Crew-1 verso la Stazione Spaziale Internazionale, diventando il primo astronauta afroamericano a vivere e lavorare a bordo della stazione durante una missione di lunga durata. In Artemis II sarà responsabile dei sistemi del veicolo spaziale, del monitoraggio della traiettoria e, se necessario, della conduzione manuale delle operazioni di volo.
Durante un incontro con i giornalisti all'interno dello Studio Ovale, Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti dovrebbero lasciare l'Iran "entro due o tre settimane". "Li abbiamo colpiti molto duramente, penso che tra due o tre settimane ce ne andremo", ha dichiarato Trump. Il presidente Usa ha inoltre risposto in maniera polemica a una giornalista che gli chiedeva conto del prezzo della benzina, arrivata a 4 dollari: "Sì, ma almeno un Paese non ci lancerà un'arma nucleare tra sei mesi".
Culmina con l'espulsione del deputato M5s Antonino Iaria il mini-dibattito che si sviluppa in Aula alla Camera dopo l'intervento del capogruppo FdI, Galeazzo Bignami, per chiedere un'informativa urgente di Guido Crosetto "perché abbiamo interesse a comprendere se nel periodo antecedente a quando lui è stato ministro della Difesa vi siano stati precedenti presidenti del Consiglio che abbiano chiesto di disattendere gli accordi che regolano l'uso delle basi militari americane dell'accordo del 1954, perche' leggiamo che esimi esponenti dell'opposizione si stanno affrettando nel richiedere una revisione di quegli accordi".
Un riferimento trasparente a Giuseppe Conte, che poi l'esponente FdI attacca direttamente osservando che "non faro' il nome di Giuseppe Conte, magari in quell'occasione gli potremo chiedere altre cose, non gli chiederemo, a esempio, cosa faceva ieri a pranzo con l'emissario di Trump a Roma, chiuso come al suo solito in una stanza, a parlare di vicende esattamente opposte rispetto a quelle che poi quando va in piazza con i propal, con gli antagonisti, con chi prende a martellate questo e quell'altro". Un chiaro riferimento allo scoop di Libero.
Alla richiesta si associa FI con la vicesegretaria Deborah Bergamini che domanda a M5s "come si possano conciliare l'anti-americanismo di facciata, il pacifismo teorico, gli attacchi violenti e volgari all'operato del governo italiano e alla sua alleanza con gli Stati Uniti d'America, con incontri al tavolo di qualche ristorante con persone di fiducia e anche emissari politici di quel presidente degli Stati Uniti". E' a questo punto che nell'emiciclo sale la tensione e la vicepresidente di turno, Anna Ascani, finisce per espellere il deputato M5s Antonino Iaria. Da Avs e' invece il vicecapogruppo alla Camera, Marco Grimaldi, a sottoscrivere la richiesta, non senza ironia ("vi stupiro' ma sono favorevole a questa informativa", osserva) rivendicando che "siamo forse l'unico gruppo parlamentare che ha depositato da tempo un'interrogazione sulle basi statunitensi" per chiedere "di desecretare e riscrivere quegli accordi.
Un grillino recidivo, Antonino Iaria. Il deputato del Movimento 5 Stelle è stato nuovamente espulso dall'Aula (era già successo nel 2024 nel dibattito sul corso universitario dedicato alle teorie queer ndr). È accaduto alla Camera dei Deputati durante il dibattito sulle basi militari statunitensi in Italia. Il confronto si è acceso quando il centrodestra ha chiesto un’informativa al ministro della Difesa Guido Crosetto, puntando indirettamente il dito contro il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, in particolare ha ricordato l'incoerenza della linea del M5s in politica estera. Da qui la reazione scomposta di Iaria, tanto che la presidente di turno Anna Ascani è intervenuta più volte per riportare la calma, fino alla decisione di espellerlo dall’Aula.
"Deputato Iaria la richiamo all'ordine", ha detto Ascani prima di annunciare: "Deputato, lei è espulso dall'Aula". "D'altronde quando non si hanno argomenti, si hanno atti aggressivi", ha commentato Deborah Bergamini di Forza Italia che ha rincarato la dose: "Non è la prima volta che il Movimento 5 Stelle è incoerente in politica estera. Ricordo il sostegno a Maduro, ai gilet gialli... Se i Cinque Stelle reputano Trump un giusto alleato per il Paese, non si limitino a farlo seduti a un tavolino e solo dietro un piatto di pasta asciutta".
Il riferimento è a quanto stava andando in scena proprio in quelle ore: mentre i Cinque Stelle attaccano la Casa Bianca, il loro leader era a tavola con l’emissario del presidente americano, nella sala privata di un ristorante. Proprio come riportato da Libero in esclusiva.
Proseguono senza sosta i raid israeliani su Beirut. Nella notte l’Idf ha colpito il quartiere di Jnah, nella capitale libanese: i soccorritori hanno recuperato almeno due corpi, ma il bilancio resta ancora incerto. Il bilancio complessivo supera le 100 vittime in Libano e oltre 3.500 feriti, tra cui decine di operatori sanitari. Dallo scoppio del conflitto, dopo il lancio di razzi di Hezbollah verso Israele, più di un milione di libanesi è stato costretto a lasciare le proprie case.