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Napoli, carabinieri intercettano drone con smartphone e droga diretto in carcere

venerdì 3 aprile 2026
1' di lettura

Un drone con un filo di nylon al quale era legata una busta. Dentro tre smartphone, 200 grammi di hashish e circa quattro di crack. È l'ultima spedizione finita fuori rotta, in strada e poi nelle mani nei carabinieri di Napoli piuttosto che in quelle di detenuti del carcere di Poggioreale. "L’ennesimo rinvenimento nell’area che circonda il carcere a ridosso del Centro Direzionale", fanno sapere i militari dell'Arma. "Non un episodio isolato, ma indicatore chiaro di un fenomeno ormai strutturato. L’uso dei droni è sempre più sistematico e consente alla criminalità di aggirare le misure di sicurezza penitenziaria e mantenere collegamenti illeciti con l’interno degli istituti. Il dato più serio è proprio questo: non conta soltanto ciò che viene intercettato o precipita prima di arrivare a destinazione, ma ciò che questi episodi rivelano sul piano organizzativo. Un drone recuperato con droga o telefoni, oppure caduto durante il tragitto, dimostra che esiste una filiera capace di programmare il volo, predisporre il carico, scegliere i punti di decollo e sfruttare le vulnerabilità del contesto carcerario".