"Aprite il maledetto Stretto, o vivrete all'inferno". Lo ha scritto Donald Trump su Truth, lanciando una dura minaccia all'Iran se non dovesse aprire il passaggio marittimo entro martedì: nel mirino ci sarebbero le infrastrutture di Teheran. La tensione è aumentata dopo il salvataggio di un pilota americano, gravemente ferito, a bordo di un F-15 abbattuto da Teheran tre giorni fa. Secondo Trump, l'operazione di recupero è stata un'impresa straordinaria, con una doppia incursione a rischio che ha portato alla liberazione del militare. L'Iran, però, ha smentito la versione americana, accusando gli Stati Uniti di aver subito perdite, tra cui la distruzione di due aerei C-130 e due elicotteri Black Hawk.
Un appello ai potenti che hanno il potere di scatenare le guerre a deporre le armi per scegliere la pace, l'esortazione a non restare indifferenti davanti al male e alla violenza e l'annuncio di una veglia di preghiera per la pace che si terrà sabato 11 aprile. Papa Leone XIV si è affacciato dalla Loggia centrale della basilica di San Pietro in Vaticano per il messaggio pasquale e la benedizione 'Urbi et Orbi'. Nel messaggio, pronunciato alla presenza di circa 50mila fedeli, il pontefice ha esortato ad arrivare a un cambiamento necessario in un mondo insanguinato dalla guerra. "Chi ha in mano armi le deponga! Chi ha il potere di scatenare guerre, scelga la pace! Non una pace perseguita con la forza, ma con il dialogo!", ha affermato Prevost.
Le forze speciali americane hanno salvato il secondo pilota dell'equipaggio del jet F-15E abbattuto venerdì sui cieli dell'Iran. La notizia, riferita da Axios, è stata poi confermata da Donald Trump che ha seguito l'operazione di salvataggio dalla Situation Room della Casa Bianca. "E' sano e salvo, l'esercito ha portato a termine una delle operazioni di ricerca e salvataggio più audaci della storia degli Stati Uniti”, ha scritto il presidente Usa su Truth. "Un velivolo nemico americano che cercava il pilota abbattuto è stato distrutto nella regione meridionale di Isfahan", rendono noto i pasdaran, ripresi dall'agenzia iraniana Fars. E Teheran ha attaccato gli stati del Golfo e Israele alla vigilia della scadenza dell'ultimatum lanciato dal tycoon, le 48 ore di tempo per concludere un accordo o riaprire lo stretto di Hormuz con la minaccia di "scatenare l'inferno".
Sabato sera, a Città del Messico, sono state date alle fiamme effigi di Donald Trump e di altre figure politiche nell’ambito della celebrazione del «Rogo di Giuda». L’evento si svolge in Messico ogni Sabato Santo, quando in tutto il Paese la gente si riunisce nelle piazze pubbliche per accendere fuochi d’artificio che distruggono queste figure colorate, realizzate come incarnazioni simboliche del male.
Giorgia Meloni ha dichiarato sabato in un videomessaggio che la sua missione nel Golfo mirava a dimostrare solidarietà ai paesi «che continuano a subire attacchi ingiustificati da parte dell’Iran», occupandosi al contempo degli interessi italiani in materia di sicurezza ed energia. Meloni è la prima leader dell’Ue a recarsi nel Golfo dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, e ha visitato Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti nel corso di una visita di due giorni. «Penso che sia importante per l’Italia, in un momento così difficile, essere presente nei luoghi in cui si decide una parte fondamentale della nostra sicurezza, e anche del nostro futuro economico», ha detto Meloni nel video girato mentre veniva accompagnata in auto attraverso Doha, in Qatar.