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Primo Maggio, Askatasuna senza vergogna: fanno festa picchiando i poliziotti

di Redazione venerdì 1 maggio 2026
1' di lettura

Scontri e tensioni a Torino durante le celebrazioni del Primo Maggio, quando un gruppo di autonomi si è separato dal corteo principale dirigendosi verso corso Regina Margherita, all’altezza dell’ex centro sociale Askatasuna. Qui i manifestanti hanno cercato di forzare lo schieramento delle forze dell’ordine, colpendo gli scudi con bastoni e spruzzando sostanze irritanti contro agenti e militari.

Il contingente, tra cui i reparti mobili, ha caricato i manifestanti e utilizzato gli idranti per disperdere i presenti. Dopo un breve rallentamento degli scontri, la situazione è tornata a degenerare con il lancio di bottiglie di vetro contro la polizia. Una parte dei manifestanti si è poi seduta sull’asfalto, bloccando la circolazione nel tratto interessato. Altri gruppi si sono dispersi nelle strade limitrofe, tentando di aggirare il cordone e raggiungere l’area retrostante l’edificio. Si è reso necessario il lancio di lacrimogeni da parte della polizia per contenere i manifestanti violenti.

"Centri sociali e poliziotti. Criminali e lavoratori. Buon primo maggio solo ai secondi", ha scritto su X il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini, commentando gli scontri. "Ha ragione il sindaco Lo Russo a dire oggi 'scegliamo da che parte stare', visto che fino ad oggi ha flirtato con i centri sociali e Askatasuna - hanno commentato il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana, rispettivamente segretario provinciale e cittadino di Forza Italia Torino -. Ora decida di stare dalla parte della Costituzione ed entro una settimana assegni l'immobile a realtà serie, ad associazioni del territorio specchiate e non conniventi con gli estremisti della sua maggioranza e della sua parte politica". 

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Quirinale, Pietro Senaldi: "Ecco i miei tre consigli al centrodestra"

"Giorgia Meloni ha detto una banalità, ovvero che il prossimo presidente della Repubblica potrebbe anche essere espressione del centrodestra. Come peraltro previsto dalla nostra Costituzione. Malgrado questa sia una ovvietà, tutti i leader della sinistra hanno reagito come se gli fosse arrivato un pugno sullo stomaco. 'Oddio il golpe. Oddio si mette in disussione l'attuale presidente'. Assolutamente no, che andrà sicuramente a scadenza".

Pietro Senaldi ha commentato le ultime esternazioni della sinistra che accusano Giorgia Meloni e il centrodestra di mirare al Quirinale perché, secondo loro, vorrebbero spartirsi il potere. Il condirettore di Libero, invece, ha spiegato che la nostra Carta Costituzionale non prevede che al Colle ci debba per forza essere un esponente di sinistra. E ne ha approfittato per dare tre consigli al centrodestra in vista della prossima elezione del capo dello Stato.

"Il centrodestra per avere al Quirinale un proprio esponente, forse deve giocarsi la partita meglio di come se l'è giocata 5 anni fa, che ha fatto un casino che sembrava che non lo volesse il suo esponente - ha sottolineato Senaldi -. Poi bisogna tenere coperte e carte, perché la lezione la lezione di Mattarella, ma anche di Napolitano insegna che per andare al Quirinale bisogna dimostrare di non volerci andare. Infine il prescelto deve stare molto attento. Perché gli ultimi due presidenti di centrodestra - Giovanni Leone e Francesco Cossiga - hanno subito una campagna stampa infernale di opposizione selvaggia da parte della sinistra. Il primo fu costretto a dimettersi per uno scandalo inventato; il secondo - ha concluso - è stato trattato come un pazzo semplicemente perché aveva detto delle ovvietà".

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I festeggiamenti dei tifosi marocchini all'Aia dopo la qualificazione del Marocco agli ottavi di finale proprio a spese dell'Olanda sono degenerati in violenza, con scontri tra gruppi di giovani e polizia e l'utilizzo di fuochi d'artificio. Nel quartiere di Schilderswijk, la polizia antisommossa è intervenuta per ristabilire l'ordine e diverse persone sono state arrestate per reati di violenza. Nel frattempo, alcuni tifosi olandesi, con il cuore spezzato, hanno assistito all'ultima partita della loro nazionale ai Mondiali del 2026, dopo l'eliminazione ai calci rigori da parte del Marocco.

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