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Australia, le misteriose sfere dello "Spazio" rinvenute sulla spiaggia a Forrest Beach

di Redazione martedì 7 luglio 2026
1' di lettura

Sarebbero dei serbatoi a pressioni provenienti da un veicolo di lancio spaziale, le sfere non identificate rinvenute a Forrest Beach, nella parte settentrionale dello Stato del Queensland, in Australia. Lo riferisce l’Agenzia spaziale australiana. La polizia del Queensland ha dichiarato di aver mantenuto una zona di esclusione di 50 metri attorno a ciascuno degli oggetti fino alla loro rimozione. L’agenzia spaziale ha dichiarato in un comunicato che "la posizione e le caratteristiche degli oggetti sono compatibili con i detriti di un razzo straniero che è recentemente rientrato nell’atmosfera dall’orbita. L’Agenzia sta continuando a collaborare con le autorità internazionali per confermare formalmente il veicolo di lancio e lo Stato da cui è partito". Gli oggetti sono stati recuperati ed esaminati dai soccorritori del Queensland, che ne hanno accertato la sicurezza, ha affermato l’agenzia spaziale.

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Simona Bertuzzi

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Mondiali 2026, Trump sconcertante al telefono con Infantino: "Non so cos'è"

Donald Trump racconta di essere intervenuto personalmente presso il presidente della FIFA Gianni Infantino per chiedere una revisione del cartellino rosso mostrato all’attaccante statunitense Folarin Balogun. Il presidente americano ha spiegato di aver visto l’azione e di essere convinto che non si trattasse di un fallo. "Erano due grandi atleti lanciati a tutta velocità che si sono scontrati e aggrovigliati", ha detto Trump, sostenendo che l’espulsione fosse ingiustificata.

Ha poi definito "molto discutibile" la decisione dell’arbitro, affermando che nessuno riusciva a credere a quella chiamata, nemmeno tra gli avversari. Trump ha raccontato di non conoscere inizialmente il significato del cartellino rosso. "Non sapevo cosa volesse dire e non pensavo fosse così importante", ha spiegato. Solo in seguito avrebbe scoperto che la sanzione comportava anche la squalifica per la partita successiva. "Quando mi hanno detto che non avrebbe potuto giocare il match seguente ho pensato: è davvero ingiusto. Un conto è penalizzare un giocatore durante una partita, un altro è impedirgli di giocare quella successiva". Il presidente ha quindi contattato Infantino chiedendo una revisione del caso.

Ha definito il numero uno della FIFA una persona "molto rispettata" e ha aggiunto che la sua reputazione è cresciuta ulteriormente grazie al lavoro svolto per il calcio negli Stati Uniti. Trump ha precisato di non aver detto alla FIFA cosa fare, ma soltanto di aver espresso il proprio punto di vista. Secondo il presidente americano, la decisione finale di annullare la squalifica è stata corretta. "Non era fallo e i tifosi vogliono vedere in campo i migliori giocatori", ha dichiarato. Per spiegare il concetto ha citato campioni come Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, sostenendo che sarebbe assurdo escludere una stella da una gara decisiva per un episodio del genere.

Trump ha infine sottolineato che la sfida contro il Belgio dovrà essere giocata con entrambe le squadre al completo. "Se vinciamo o perdiamo, deve essere una sfida equa. Altrimenti ci sarebbe sempre il dubbio su cosa sarebbe successo con tutti i migliori giocatori in campo". Ha concluso ribadendo che la decisione iniziale dell’arbitro era stata "orribile", mentre quella della FIFA è stata, a suo giudizio, "brillante". Purtroppo per lui, anche se al completo, gli Usa sono andati a casa in maniera assai mesta: travolti 4-1 dai Diavoli rossi di De Ketelaere e Lukaku.