Il caldo torrido e le scarse precipitazioni hanno messo in sofferenza i fiumi e i laghi del Nord Italia. Questa è la situazione del Po a Torino: il livello dell'acqua a valle della diga Michelotti ai Murazzi è bassissimo, tanto che si riesce a camminare nel letto del fiume, dove emergono sassi e fango. Il fiume attualmente patisce una portata d’acqua del 58% in meno, rispetto la media, secondo l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po. Solo pochi giorni fa Coldiretti aveva lanciato l'allarme siccità per oltre il 60% del territorio italiano che colpisce tutte le filiere.
A margine di una visita ai cantieri del Pigneto, il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini interviene sugli ultimi sviluppi legati all'inchiesta sull'attentato a Sigfrido Ranucci. “Io penso che, gli italiani meritino chiarezza e fino a che chiarezza non sarà fatta anche sui rapporti fra i due personaggi, tra Ranucci e Lavitola, che erano rapporti costanti, amichevoli, evidentemente però qualche problema c'è stato, ecco io penso che il denaro pubblico degli italiani non debba più andare a finanziare qualcuno che è coinvolto in questa triste vicenda, fino a che non verrà fatta totale e assoluta chiarezza”. “Io non penso - ha aggiunto - che gli italiani debbano pagare lo stipendio a qualcuno che è coinvolto in una vicenda torbida. Uscivano a pranzo, sicuramente non è stato lui, ieri vanno a Monteverde e lo arrestano, cercano mandanti scappati in Africa. Io penso che, ripeto, coloro che sono coinvolti direttamente in questa vicenda oscura, preoccupante, debbano prendersi una pausa. Quindi basterebbe togliere lui? No, ma io non ce l'ho con lui, però in questo momento io e lei lo stiamo pagando. Adesso emerge che uno dei suoi più cari amici è stato arrestato perché sarebbe stato il mandante; ecco, fino a che gli italiani che pagano questo stipendio non avranno chiarezza, io ritengo che sia utile aspettare che la magistratura faccia il suo corso".
A Roma una 20enne incensurata è stata arrestata in flagranza dai carabinieri perché gravemente indiziata del reato di truffa aggravata ai danni di anziani. La giovane è stata bloccata dopo aver tentato di raggirare una 88enne con la tecnica del finto carabiniere. L’anziana è stata contattata telefonicamente da un uomo che si è presentato come un maggiore dei carabinieri, che ha riferito alla donna che la figlia era rimasta coinvolta in un grave reato la notte precedente e che, per questo motivo, avrebbe dovuto consegnare tutti i gioielli in oro in suo possesso, indicandoli falsamente come provento di una rapina.
L’88enne, senza farsi prendere dal panico e senza cadere nel tranello, ha finto di assecondare le richieste del malvivente, riuscendo nel frattempo a contattare il 112 e a chiedere l’intervento dei militari. La segnalazione ha fatto scattare una tempestiva e coordinata operazione: d'intesa con la vittima, i carabinieri hanno predisposto un dispositivo di osservazione e appostamento, sia all’interno sia all’esterno dello stabile. Quando la 20enne e si è presentata alla porta dell’anziana per riscuotere il bottino, i carabinieri sono intervenuti bloccandola sul pianerottolo dell’abitazione. La ragazza è stata condotta a piazzale Clodio, dove il Tribunale di Roma ha convalidato l’arresto e l'ha condannata a un anno e 4 mesi, con pena sospesa.
Un forte terremoto di magnitudo 7.4 ha colpito la Colombia, con epicentro a San José del Palmar, nel dipartimento di Chocó, a una profondità di 96 chilometri. La scossa è stata avvertita anche nel vicino Ecuador. L’Autorità marittima colombiana ha escluso il rischio di tsunami sulla costa pacifica. Nel dipartimento di Chocó si registrano però gravi danni agli edifici: una persona è morta, dieci sono rimaste ferite e tre risultano disperse. La governatrice ha riferito di danni anche nella capitale Quibdó. A Bogotá, dove la popolazione ha lasciato abitazioni ed edifici, invece, il sindaco Carlos Fernando Galán ha escluso per ora danni gravi, pur segnalando alcune crepe negli edifici. Vigili del fuoco e squadre specializzate stanno effettuando le verifiche.
Camicia sportiva fuori dai jeans, passo e atteggiamenti rilassati. Così Valter Lavitola, indagato dalla procura di Roma nell'inchiesta sull'attentato nell'ottobre scorso davanti all'abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci, ha appena lasciato la sua abitazione a Monteverde accompagnato dai carabinieri. Nessuna parola ai giornalisti che lo hanno visto salire sull'auto.
Destinatario del provvedimento anche Gomes Tavares, socio-factotum di Lavitola. I fatti risalgono all'ottobre dello scorso anno, quando un ordigno dinamitardo fu piazzato vicino all'abitazione del giornalista e distrusse due auto, quella di Ranucci e quella di sua figlia. Nel luglio del 2026, i Carabinieri e la Procura di Roma hanno arrestato i presunti esecutori materiali e iscritto nel registro degli indagati Lavitola. L'imprenditore ha respinto sempre ogni accusa, cosi' come lo stesso Ranucci.
Oggi l'ulteriore colpo di scena con la misura cautelare contro l'ex direttore dell'Avanti. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere e' stata eseguita dai Carabinieri dei Nuclei Investigativi di Roma e Frascati su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ed e' nei confronti di due persone, gravemente indiziate dei delitti di concorso in detenzione, porto in luogo pubblico e utilizzo di ordigno esplosivo, con l'aggravante di aver agito in piu' di cinque persone e con modalita' di tipo mafioso in relazione alle indagini, avviate dopo l'attentato dinamitardo. Valter Lavitola è accusato di aver concepito il disegno delittuoso, dando mandato a Gomes di individuare i soggetti in grado di reperire l'esplosivo e di compiere l'attentato dimostrativo davanti alla villa del giornalista. Inoltre, lo stesso Lavitola avrebbe partecipato personalmente, insieme a Gomes, a un primo sopralluogo esplorativo sul luogo del delitto in data 15 settembre 2025. Tavares Gomes Clesio, in fase di rintraccio, ancora ricercato, facendo da raccordo operativo per conto di Lavitola, avrebbe reclutato e istruito gli esecutori materiali campani e, oltre ad aver preso parte al sopralluogo del 15 settembre, avrebbe coordinato e partecipato a una seconda ricognizione sul litorale laziale il 10 ottobre 2025, mettendo a disposizione del commando l'autovettura del suocero.