Una stamperia clandestina per la produzione di banconote contraffatte è stata scoperta nel quartiere Chiaia a Napoli, dove la Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 12mila banconote false da 20 e 50 euro, per un valore facciale complessivo di circa 400mila euro. Tre persone, tutte con precedenti specifici per falsificazione monetaria, sono state arrestate in flagranza il 29 settembre mentre erano intente a fabbricare valuta contraffatta durante una perquisizione. Le indagini coordinate dalla Procura di Napoli, condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli e dal Nucleo speciale Polizia valutaria di Roma, hanno permesso di individuare un sistema di falsificazione organizzato in due siti. Le banconote venivano inizialmente prodotte in una tipografia nei pressi dell'aeroporto di Capodichino e poi trasferite in un laboratorio nel quartiere Chiaia, dove venivano rifinite e perfezionate prima della loro possibile immissione in circolazione. Nel laboratorio sono stati sequestrati macchinari professionali utilizzati nelle diverse fasi della lavorazione, tra cui stampanti digitali, una plastificatrice, una taglierina e una stampante per etichette, oltre a computer, supporti informatici e telefoni cellulari. Trovati anche centinaia di fogli con l'imitazione delle filigrane, migliaia di supporti adesivi destinati alla riproduzione degli elementi di sicurezza, strisce olografiche contraffatte, rotoli di foil e altro materiale. I primi accertamenti sulle banconote sequestrate avrebbero evidenziato una tecnica di contraffazione riconducibile alla filiera del cosiddetto "Napoli Group", network noto a livello internazionale per la qualità della falsificazione. Gli investigatori ritengono che l'impiego di apparecchiature digitali professionali e la riproduzione degli elementi di sicurezza abbiano consentito di realizzare banconote con una significativa somiglianza a quelle autentiche.
"A nostro avviso ad oggi, per quello che sappiamo, non ci sono indizi così forti verso Andrea Sempio". Lo ha detto la legale di Sempio, Angela Taccia, ai cronisti all'ingresso del tribunale di Pavia, a proposito dell'inchiesta sul delitto di Garlasco. "Bisognerà accertare molto bene tutto quello che è uscito, in particolar modo, a mio avviso, la questione tecnico-calzaturiera e la traccia 33", ha aggiunto.Il termine per il deposito degli atti difensivi scade il 18. "Stiamo continuando il lavoro, è un lavoro complesso, devo dire la verità.Depositeremo un paio di giorni prima, il giorno prima, ma solo perché sono ansiosa e ho paura che con il portale telematico ci sia qualche problema", ha spiegato Taccia. Sui contenuti la legale è rimasta sul generico: la difesa punterà "su tutto, soprattutto gli accertamenti tecnici ma non solo". Nessun commento, invece, sulla posizione di Alberto Stasi, per rispetto dei colleghi che lo assistono. ''È una difficoltà quotidiana, quello sì, per le abitudini di vita quotidiana'' ha sottolineato a proposito del momento che sta attraversando il suo assistito, Andrea Sempio indagato nell'inchiesta sul delitto di Garlasco. Secondo la legale il rapporto con la gente è cambiato. ''Il clima con le persone reali in strada è decisamente migliorato rispetto alla prima indagine'', ha aggiunto Taccia, che ha ricordato di averne già parlato ieri in una trasmissione televisiva.Un peggioramento c'è stato ''nei giorni nei quali è uscito il comunicato stampa della procura con la specifica degli indizi a suo carico'', dopo l'avviso di conclusione delle indagini. Da qui la scelta di Sempio di intervenire ancora, anche se poco, sui media. ''Ha detto 'forse è il caso che io chiarisca ancora un paio di cose alla popolazione che segue''', ha spiegato l'avvocata. Per Taccia la situazione resta comunque migliore rispetto alla prima inchiesta, quando nessuno si era occupato dell'aspetto mediatico.
La Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha scoperto dieci piantagioni di marijuana, per un totale di oltre 4.500 piante. Le coltivazioni sono state individuate dai finanzieri del Gruppo di Locri tra Caulonia, San Luca e Ghorio di Roghudi. I siti, nascosti nella fitta vegetazione e lontani dai centri abitati, erano raggiungibili soltanto a piedi attraverso boschi e sentieri impervi. Le piante, in diversi casi alte oltre tre metri, presentavano già abbondanti infiorescenze e venivano coltivate in numerosi filari. Le piantagioni disponevano di sistemi di irrigazione a goccia, tubature e temporizzatori automatici, oltre a fertilizzanti professionali e recinzioni.
Cartelli, barricate, cassonetti incendiati e scontri con la polizia. Gli studenti delle scuole superiori francesi sono tornati a protestare, dando vita a un movimento che sta scuotendo il governo del presidente Emmanuel Macron. Le proteste sono iniziate a metà settembre a Parigi. Insegnanti e studenti si sono mobilitati contro la carenza di personale in un liceo di Créteil, nella periferia sud-orientale della capitale francese. Da lì, scioperi, blocchi e manifestazioni si sono estesi ad altri sobborghi parigini e poi a tutto il Paese, con proteste anche nei licei di città più piccole. L'Unione degli studenti delle scuole superiori e l'Unione degli studenti hanno annunciato una grande manifestazione a Parigi questo pomeriggio, dove sono attesi decine di migliaia di liceali.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto ai giornalisti davanti alla Casa Bianca che gli Usa stanno monitorando la situazione presso l'istituto russo di ricerca sulla peste, dove una dipendente è morta dopo aver contratto un presunto caso di peste polmonare. "Aiuteremo, siamo sempre disposti ad aiutare", ha detto Trump, a cui è stato anche chiesto se ne ha parlato con Vladimir Putin. "Non gliene ho parlato, ma sono preoccupato", ha risposto il tycoon.