Max Allegri ha perso la calma. Il pareggio del Napoli a Firenze ha lasciato strascichi pesanti e, soprattutto, ha fatto scattare la rabbia dell'allenatore nello spogliatoio del Franchi. Non tanto per il risultato, quanto per l'atteggiamento mostrato dalla squadra, apparsa spenta e senza quella fame che il tecnico considera indispensabile.
Il livornese non vuole essere indicato come l'unico responsabile di un avvio di stagione complicato. La prestazione contro la Fiorentina lo ha deluso profondamente e negli spogliatoi non sarebbero mancati momenti di forte tensione. Il tecnico non riconosce il suo Napoli nella squadra vista a Firenze e chiede ai giocatori una reazione immediata. Il problema riguarda anche l'adattamento al nuovo calcio dopo l'eredità raccolta da Conte. Alcuni elementi sembrano ancora lontani dal rendimento della scorsa stagione. Pesano l'assenza di McTominay, le prestazioni meno convincenti di Politano e Di Lorenzo e una fase difficile anche per Anguissa.
Sullo sfondo c'è poi il caso Lang, finito in tribuna ed escluso dalla sfida con l'Arsenal per motivi disciplinari. Allegri si aspetta di più anche dai senatori, chiamati a trascinare i nuovi arrivati, compreso De Bruyne. Il calendario, intanto, non concede margini: Frosinone, Villarreal, Venezia, Bodo/Glimt, Roma, Monza, Juventus, Porto e Lazio saranno i prossimi ostacoli. I sette punti raccolti finora sono pochi e il tecnico dovrà sfruttare la sosta per intervenire sulla squadra. Serviranno i gol di Hojlund, la fantasia di De Bruyne e le iniziative di Neres e Lang. Per ora, però, la parola "halma", diventata quasi un marchio di Allegri, sembra essere sparita dal vocabolario del Napoli.