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Formula 1, Gp in Rwanda dopo il 2030. Presidente Kagame: "Onore e privilegio"

martedì 13 ottobre 2026
1' di lettura

La Formula 1 sbarca in Africa. All'inizio degli anni 2030 una gara in Rwanda entrerà a far parte del calendario del circus. "Un onore e un privilegio", ha detto il presidente del Rwuanda, Paul Kagame. "Oggi è un momento storico per la Formula 1", ha dichiarato Stefano Domenicali, Presidente e CEO della F1. "Con l'ingresso del Ruanda nel calendario a partire dal prossimo decennio, il nostro sport correrà in ogni continente abitato, avvicinando più che mai il Campionato del Mondo ai tifosi di tutto il globo".

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Corea del Sud: attacco con coltello in centro commerciale, almeno 8 feriti

Un uomo ha accoltellato almeno otto persone in un centro commerciale della città sudcoreana di Incheon. Lo hanno reso noto le autorità di polizia e i vigili del fuoco. La polizia del distretto di Namdong, a Incheon, ha fermato un sospettato di 59 anni che, secondo quanto riferito, ha aggredito i clienti mentre si muoveva all'interno del centro commerciale, prima di essere bloccato da alcune persone presenti. Non è chiaro il motivo dell'aggressione. I feriti sono stati trasportati negli ospedali della zona, tra loro c'è una donna ventenne, sottoposta a intervento chirurgico dopo essere arrivata in arresto cardiaco, hanno riferito i vigili del fuoco di Incheon.

Indonesia, rilasciate in mare 20 tartarughe verdi

Le autorità in Indonesia hanno liberato in mare 20 tartarughe verdi protette sull’isola di Serangan, una piccola isola conosciuta anche come “Isola delle Tartarughe”, situata nella parte meridionale di Bali. Gli animali erano stati rinvenuti e sequestrati da un’imbarcazione vuota che sarebbe stata abbandonata da trafficanti di fauna selvatica in fuga da un’irruzione della polizia. Due esemplari malate devono essere curate prima di essere a loro volta rilasciate. Le specie di tartarughe in Indonesia sono protette per legge dalle normative in materia di conservazione e pesca sin dal 1990.

Torino: maxi sequestro di droga e armi, un arresto

La polizia di Torino ha sequestrato 141 Kg di sostanze stupefacenti, 85.000 euro in contanti, cinque armi da fuoco, vario munizionamento illegalmente detenuto, nonché materiale destinato al confezionamento delle sostanze nel corso di un'operazione contro il traffico illecito di droga. Arrestato un cittadino italiano di 26 anni. Sostanze stupefacenti e armi sono state rinvenute in due garage nei pressi del luogo in cui era stato fermato il giovane.

Giorgia Meloni, siparietto sul palco di Assolombarda: "Mi avete sottovalutato, non sono proprio un nano"

Siparietto ironico e risate in platea all'avvio dell'intervento di Giorgia Meloni. Il presidente del Consiglio, ospite all'Assemblea Generale di Assolombarda a Milano, è salita sul palco e si è trovata posizionata sopra un rialzo predisposto davanti al leggio che la faceva risultare decisamente troppo alta. Notato l'inconveniente dopo i primi saluti, Meloni ha subito interrotto il discorso per scendere dalla pedana: "Penso mi abbiate sottovalutata, non sono proprio un nano", ha scherzato rivolgendosi agli organizzatori tra gli applausi e le risate dei presenti, prima che un assistente provvedesse a rimuovere il cubo per consentirle di riprendere l'intervento.

Dal palco la leader di Fratelli d'Italia ha ammesso: "Noi viviamo in un tempo che non concede tregua. Gli equilibri che conoscevamo si stanno sgretolando, un'intera epoca si chiude senza che quella nuova abbia ancora preso forma. È un tempo difficile: 'difficile' è forse la parola che noi sentiamo pronunciare più spesso in questo tempo. Ma vi dirò una cosa: 'difficile' viene dal latino e significa 'che non si lascia fare'. Solo che noi siamo la nazione del fare. La storia d'Italia è fatta da chi ha costruito, inventato, prodotto proprio quando le cose non si lasciavano fare. Fare è la nostra cifra: significa che nessuno come noi può sfidare questo tempo difficile, e lo abbiamo fatto, lo avete fatto". 

Però - ha proseguito - "io lo dico soprattutto per ricordare a me stessa e a chiunque abbia a cuore questa nazione: che l'Italia non siede al tavolo europeo per dire sempre 'sì'. Siede lì per dire quello che va detto quando va detto, anche se è scomodo, anche quando costa, perché l'Italia è tra le nazioni che l'Europa l'hanno fondata e ha il diritto e il dovere di dire quando qualcosa non va, non per indebolirla, ma esattamente per il contrario: per renderla più forte".

Fonte video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev