Martedì, migliaia di persone che manifestavano contro una crisi abitativa che si protrae e si aggrava si sono radunate davanti al Parlamento portoghese a Lisbona. Le proteste delle ultime settimane hanno preso spunto dalle manifestazioni iniziate il mese scorso nella vicina Spagna per motivi simili, ovvero il costo insostenibile degli alloggi. Il presidente portoghese António José Seguro ha convocato il Consiglio di Stato, un organo consultivo, per una riunione la prossima settimana al fine di discutere delle proteste in Portogallo. Diverse migliaia di persone si sono radunate davanti all’Assemblea Repubblicana, il Parlamento portoghese, mentre all’interno dell’edificio i legislatori discutevano i piani di spesa del governo di centro-destra per il prossimo anno.
Decine di persone hanno manifestato davanti al Ministero della Giustizia cileno a Santiago, chiedendo le dimissioni del ministro della Giustizia e invitando il governo a revocare alcune delle riduzioni di pena concesse per buona condotta. I manifestanti hanno affermato che i molestatori sessuali avrebbero beneficiato di tale misura. La reazione è scaturita dopo che sono emerse notizie secondo cui 27 persone condannate per abusi sessuali e 29 condannate per stupro di minori avrebbero beneficiato di riduzioni di pena da quando José Antonio Kast è entrato in carica a marzo. Martedì, l’esecutivo ha presentato un disegno di legge, sostenendo che tutte le pene possano beneficiare di riduzioni per buona condotta. Lo scandalo ha suscitato richieste di dimissioni del ministro della Giustizia Fernando Rabat da parte dei parlamentari dell’opposizione e del partito di governo. Kast ha mantenuto Rabat al suo incarico, mentre i parlamentari dell’opposizione preparano una mozione di impeachment contro il ministro. «È terribile», ha affermato la manifestante Rocío Hurtado. «I bambini non dovrebbero essere toccati, né le donne».
La Polizia di Stato ha dato esecuzione a diversi decreti di perquisizione nei confronti di 8 soggetti residenti fra Orgosolo e Nuoro. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Nuoro, e condotta dalla squadra mobile della Questura di Nuoro aveva come oggetto un traffico di armi e cocaina. Nel corso delle perquisizioni, avvenute oggi, la squadra mobile ha rinvenuto e sequestrato droga e un arsenale con armi e dinamite. Il materiale ritrovato include: 6 fucili da caccia, di cui 3 semiautomatici, tutti con matricola abrasa; 10 candelotti di dinamite ad alto potenziale distruttivo; 8 detonatori; 1 kg di cocaina; 12 kg di marijuana; 5000 euro in contanti. Nell’ambito dell’operazione è stato arrestato un noto pregiudicato di Orgosolo e sono state denunciate a piede libero altre 7 persone, residenti tra il capoluogo e Orgosolo. Durante le esecuzioni impiegati diversi operatori di polizia dei Commissariati di P. S. di Orgosolo e di Gavoi, del Reparto Prevenzione Crimine Sardegna, del Nucleo artificieri della Questura di Cagliari, delle unità cinofile della Questura di Oristano e della Polizia Penitenziaria. Il materiale esplodente sequestrato, verosimilmente già pronto per essere utilizzato in un attentato, è stato messo in sicurezza e, su disposizione della Procura della Repubblica di Nuoro, fatto brillare in un luogo sicuro dagli operatori del Nucleo artificieri della Questura di Cagliari. Sulle armi rinvenute, tutte con matricola abrasa, sono stati disposti gli accertamenti le analisi tecniche per verificare se le stesse siano state utilizzate per portare a termine altri reati.
Un attacco con droni russi ha ferito cinque persone, tra cui un bambino di 4 anni, e ha provocato un vasto incendio a Kharkiv durante la notte, secondo quanto riferito dal Servizio statale di emergenza ucraino. Il drone a reazione ha colpito il quartiere Osnovianskyi della città, incendiando un condominio, un'abitazione privata, alcuni annessi e un edificio industriale. L'incendio si è esteso su una superficie di 2.500 metri quadrati. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, sono stati danneggiati anche altri condomini, garage e veicoli. I soccorritori e le altre squadre di emergenza hanno operato sul posto sotto la minaccia di ulteriori attacchi, ha precisato il Servizio di Emergenza.
Un tornado ha colpito la regione di Requínoa, nel Cile centrale, danneggiando circa 70 abitazioni e provocando ingenti danni, secondo le autorità cilene. Le raffiche hanno divelto i tetti delle case, lasciando dietro di sé una vasta area devastata. Le autorità stanno distribuendo teli di plastica e materiali per riparare le coperture, mentre l’esercito è impegnato nella rimozione dei detriti. Secondo la società elettrica CGE, alle 19 di lunedì 6.680 utenze erano ancora senza corrente.