Cristiano Ronaldo e il ct del Portogallo Jorge Jesus, che lo ha tenuto fuori per tutta la partita in occasione dell'impegno di Nations League contro la Norvegia, sono sempre più distanti. Secondo quanto riporta A Bola CR7 ha saltato l'allenamento della nazionale per il terzo giorno consecutivo e ha lasciato lo stadio di Copenhagen, alla vigilia del match contro la Danimarca, a bordo di un furgone scuro messo a disposizione dalla Federcalcio portoghese proprio mentre tutti i suoi compagni, a eccezione dell'infortunato Francisco Conceiçao, erano già in campo per allenarsi.
"Non cercate di creare un caso dove non esiste. E' stata una scelta dell'allenatore e le regole sono uguali per tutti. Quando guardo al passato della carriera di un giocatore, presto una certa attenzione alle decisioni prima che inizi la partita. Ma dopo l'inizio della partita, l'allenatore deve decidere in funzione di ciò che è meglio per la squadra e nel rispetto dei giocatori". Jorge Jesus va dritto al punto: non esiste alcun caso Ronaldo. CR7 è rimasto in panchina per 90 minuti nella gara con la Norvegia e al triplice fischio è andato dritto negli spogliatoi, senza festeggiare in campo con i compagni. Ieri, inoltre, dopo essere entrato sul terreno di gioco da solo mezz'ora prima della seduta, poi non si è allenato tornando in hotel.
"Con Bruno Fernandes mi sono comportato allo stesso modo, lo status non dà diritti. Presento il mio piano al giocatore e quello che decide sono io. Nel club comanda il presidente. Nella squadra comando io". Jesus ricorda di aver "lavorato un anno con Cris (all'Al Nassr, ndr). Conosco completamente le sue condizioni fisiche e lo so perché facevo già così in Arabia Saudita. Quando c'erano partite ogni tre giorni, raramente giocava. Inoltre, non si allena mai né il primo né il secondo giorno dopo la partita. Anche lui ne aveva parlato nella prima conferenza stampa in Portogallo: "Se devo giocare, gioco; se devo stare in panchina, sto in panchina". Non si è mai rifiutato di fare nulla".