Il gol con il Portogallo può essere il segnale che il Milan aspettava da Gonçalo Ramos. A regalargli il pallone dell'1-2 contro la Norvegia è stato Orjan Nyland, ma l'attaccante rossonero ha fatto il resto: controllo e pallonetto sul portiere, ritrovando la rete dopo 30 giorni. Un gol importante soprattutto per la fiducia, come ha spiegato lo stesso Ramos: "Segnare mi dà sempre fiducia, sia che io parta titolare o che entri dalla panchina. Se mi sono guadagnato il posto in squadra? Direi di sì”. Parole che raccontano anche il nuovo corso del Portogallo di Jorge Jesus: "La grande differenza, con il nuovo c.t. Jorge Jesus, è che pressiamo più in alto, cercando di soffocare gli avversari". Un principio che Ramos ritrova anche nel Milan di Rúben Amorim, che ora dovrà però aiutarlo a essere più incisivo sotto porta.
Il problema, infatti, non sembra essere soltanto dell'attaccante. In cinque giornate, come ricorda La Gazzetta dello Sport, Ramos ha ricevuto appena sette cross in area: pochi palloni per un centravanti che può sfruttare proprio questo tipo di situazioni. Al Psg, invece, il sistema di Luis Enrique gli garantiva altre opportunità. C'è poi un dato che aiuta a leggere il confronto: con Amorim Ramos gioca circa 89 minuti a partita, mentre nell'ultima stagione al Psg era fermo a 40. Ha, quindi, più tempo per entrare nella partita, ma anche responsabilità diverse.
Per liberarlo, serviranno anche i compagni. Ramos dà il meglio quando qualcuno attacca la profondità e costringe le difese ad aprirsi. Se aumentano cross, inserimenti e movimenti senza palla, il portoghese può trovare più spazio in area. E allora il gesto del pistolero, quello che ricorda Piatek, potrebbe tornare a vedersi presto sotto la curva rossonera.