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Atm, sì a ricorso dell'immigrato

Lega: "Via giudici in Marocco"
di Silvia Tironi sabato 25 luglio 2009

2' di lettura

L'Atm (l'Azienda di trasporto milanese) non può assumerlo perché non ha la cittadinanza italiana o europea. Lo stabilisce il decreto regio del 1931, che regolamente le assunzioni nelle società che si occupano di qualsiasi tipo di trasporto pubblico. Allora un ragazzo marocchino (senza per altro presentare alcuna domanda di assunzione) si rivolge direttamente ai giudici. Il primo ricorso di Mohamed Hailoua era stato respinto dal Tribunale del Lavoro di Milano, che oggi si è invece pronunciato a suo favore, accogliendo parzialmente la sua richiesta. Il collegio presieduto dal giudice Chiarina Sala ha dichiarato il "carattere discriminatorio" del comportamento dell'azienda, ordinando ad Atm "la rimozione della richiesta della cittadinanza tra i requisiti di selezione delle offerte di lavoro e delle proposte di assunzione, in moduli cartacei o telematici". La permanenza del requisito di una determinata cittadinanza, ai fini dell'assunzione, ha stabilito il Tribunale, "verrebbe ad assumere i connotati di una disparità di trattamento in senso diseguale e più svantaggioso per il non cittadino". I giudici hanno pertanto accolto le richieste del marocchino, salvo il risarcimento danni. "La sentenza del Tribunale del lavoro di Milano sul caso del marocchino che pretendeva di guidare un mezzo dell'Atm è aberrante. È arrivata l'ora che questi giudici si trasferiscano in Marocco, dove potranno assaporare le virtù del sistema giudiziario marocchino": sbotta così  in una nota, l'eurodeputato e capogruppo della Lega in Comune a Milano Matteo Salvini. "A Milano i mezzi pubblici dovranno essere guidati solo da cittadini italiani - prosegue Salvini - Chiamerò immediatamente Catania (presidente di Atm ndr) perchè Milano e i milanesi siano rispettati e tutelati e gli fornirò centinaia di curricula di aspiranti autisti lombardi".

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