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Vendita di San Siro, il finale si avvicina. Sarebbe pure l’ora...

Dopo una tarantella durata quasi sei anni (arrotondiamo per difetto) la barzelletta dello stadio arriva alla battuta finale. Se ci sarà da ridere o da piangere è difficile dirlo
di Enrico Paoli martedì 9 settembre 2025

2' di lettura

Forse ci siamo. Dopo una tarantella durata quasi sei anni (arrotondiamo per difetto) la barzelletta dello stadio di San Siro arriva alla battuta finale. Se ci sarà da ridere o da piangere è difficile dirlo, di sicuro c’è da comprare i pop corn per assistere allo show. E che show... «La delibera deve arrivare in giunta tra questa e la prossima settimana, magari più facilmente la prossima. Non più in là, altrimenti non ce la facciamo più», afferma il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, rispondendo a una domanda sui tempi della delibera per la vendita dello stadio Meazza, a margine delle iniziative al Memoriale della Shoah per l’82esimo anniversario dell’8 settembre. «Non voglio essere né ottimista né pessimista», sottolinea il primo cittadino, «voglio fare il mio dovere e fare il nostro dovere vuol dire portare il dossier in Consiglio comunale.

In questo momento il fascicolo è affidato alla vice sindaca, Anna Scavuzzo. È chiaro che abbiamo questo vincolo legato alla sovrintendenza però i tempi volendo ci sono, si esprimerà la politica». E sarebbe pure l’ora, considerando le fibrillazioni interne alla maggioranza che sostiene la sua giunta. Perché il nodo della partita è tutto lì:la delibera per la vendita di San Siro passerà o no? I voti ci sono o no? Difficile fare previsioni, considerando la volatilità delle tensioni e la volubilità di alcuni consiglieri, oscillanti fra l’incertezza e l’indeterminatezza. Assumersi la responsabilità di bocciare un simile provvedimento, facendo parte della maggioranza, presuppone il non essere ricattabile, tanto per esser chiari, quindi liberi e indipendenti dalle segreterie dei partiti.

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Certo, il fatto che Sala abbia chiarito che non si dimetterà in caso di bocciatura della delibera rappresenta un elemento non di poco conto, sul quale è possibile speculare: voto contro, ma resto al mio posto. E la ragione è assai banale. Siccome per le Olimpiadi del 2026 le apparenze vanno pur salvate, Milano mica si può presentare al mondo con il Comune commissariato. Dai su...

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