Omicidio stradale ma per "eccesso colposo nell'adempimento del dovere". Cambia così l'imputazione, che prima era solo di omicidio stradale, per il carabiniere alla guida dell'ultima macchina che inseguì, il 24 novembre 2024, lo scooter guidato da Fares Bouzidi e con in sella Ramy Elgaml, che morì nello schianto al termine dell'inseguimento di 8 km.
È quanto emerge da una nuova chiusura indagini sul caso, notificata oggi dai pm Marco Cirigliano e Giancarla Serafini con l'aggiunto Paolo Ielo. In sostanza, al carabiniere viene riconosciuto che stava "adempiendo" ad un dovere, dato che Bouzidi è stato anche già condannato per resistenza per quella fuga. Avrebbe, però, tenuto una distanza troppa ravvicinata in relazione alla velocità. Da qui la condotta colposa. Per lui anche le lesioni nei confronti di Fares sono per "eccesso colposo nell'adempimento del dovere".
Intanto l'amico di Ramy, Fares Bouzidi, è stato arrestato lo scorso 8 febbraio per furto a Milano. Bouzidi è stato notato insieme a un complice, mentre in modo sospetto spingevano in strada una moto Yamaha dal valore di circa 15mila euro. Gli agenti delle volanti sono riusciti a intercettarli in via Pirandello. Alla vista dei poliziotti hanno provato a scappare, ma sono stati bloccati e arrestati per furto aggravato in concorso. Indagati per lo stesso reato anche altri due ragazzi, che avrebbero fatto da palo.