Carta igienica, salviette per le mani e sapone in dono alle scuole che non sono in grado di provvedere all’approvvigionamento. Un’iniziativa del Municipio 8 si trasforma così in propaganda contro il Governo di Giorgia Meloni. «Dovrebbe farlo lo Stato, lo facciamo noi», scrive la presidente dem del Municipio 8, Giulia Pelucchi, che sembra essersi però dimenticata che delle forniture dovrebbero occuparsi (di prassi) le scuole. Pelucchi spiega di aver provveduto a rifornire tutti e 10 gli istituti comprensivi statali del Municipio (16 scatoloni con 3.000 pezzi di asciugamani, 6 confezioni da 120 rotoli di carta igienica, 20 chili di sapone). «Stamattina li abbiamo consegnati all’IC Riccardo Massa ed erano tutti molto felici. Ce lo hanno chiesto i dirigenti, i docenti e i bambini». Un tema antico, diffuso anche quando al Governo c’era la sinistra. Peccato che nessuno abbia strillato o fatto post vittimistici sui social. E questo banalmente perché la colpa non è dell’esecutivo. I pareri sono infatti contrastanti: c’è chi dice si tratti di una responsabilità dei singoli dirigenti scolastici che provvedono in base alle esigenze dell’istituto usando i fondi a disposizione e chi sostiene che devono essere i comuni a farvi fronte.
Dall’altra parte, la legge dice che «in attuazione dell’articolo 14, comma 1, lettera i), della legge 8 giugno 1990, n.142, provvedono alla realizzazione, alla fornitura e alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici: a) i comuni, per quelli da destinare a sede di scuole materne, elementari e medie... In relazione agli obblighi per essi stabiliti dal comma 1, i comuni e le province provvedono altresì alle spese varie di ufficio e per l’arredamento e a quelle per le utenze elettriche e telefoniche, per la provvista dell’acqua e del gas, per il riscaldamento ed ai relativi impianti». E non è un caso che a insistere sulle responsabilità comunali ci siano anche i cittadini: «No, lo dovrebbe fare il Comune! Gli ordini del materiale vengono fatti al Comune non allo Stato. Io lavoro in una scuola del municipio 2, è da settembre che abbiamo fatto la richiesta all’ufficio scuola del Comune per avere il router wifi. La richiesta non è stata fatta al MIUR , ma all’ufficio scuola del municipio». E ancora: «La smette di dare notizie false? S’informi prima di buttare il solito odio politico in giro... Non siamo tutti stupidi».
«Certo che il confronto con lei è alquanto bizzarro- le faccio notare che la norma vigente ripone piena responsabilità nei confronti del comune (e non nello “Stato”, per lei identificabile come “governo” ma, ci sarebbe da capire se lei abbia chiaro il significato delle parole) per cancellare tutto»...Ma veniamo al punto: di chi è la responsabilità? «Ogni Comune ha sensibilità diverse rispetto all’assegnazione di fondi alle scuole; dopodiché, se il Comune non dà una mano, è il consiglio d’istituto che deve provvedere a stanziare fondi destinati a questo tipo di necessità», spiega a Libero Massimiliano Sambruno della Cisl Scuola.
COMMENTI
Tanto che c’è chi in passato ha dovuto provvedere a questa carenza attraverso contatti personali: «Anni fa ci siamo arrangiati grazie a una mamma che lavorava nelle risorse umane di un grande hotel. Ci fornivano loro la carta igienica», ci spiega l’ex presidente del comitato dei genitori della scuola elementare Leonardo Da Vinci, Ettore Lunardi. Per la consigliera in Comune di Forza Italia, Deborah Giovanati è «ancora più sorprendente è che un simile attacco arrivi da una Presidente di Municipio, che dovrebbe conoscere bene come funziona la gestione dei servizi scolastici nelle città italiane». Già, «perché in molte realtà italiane come Roma, Torino, Bologna e Firenze, la fornitura dei materiali igienici nelle scuole è inclusa nei capitolati comunali dei servizi di pulizia» o «nei contratti di manutenzione ordinaria». Si tratta di scelte organizzative «dell’ente locale, non di decisioni del Governo centrale». Per l’azzurra, se davvero si vuole risolvere il problema invece di fare propaganda, «il Comune potrebbe semplicemente prevedere — come già avviene altrove — l’inclusione della fornitura di carta igienica e materiali igienici nei contratti di appalto per la pulizia o nella manutenzione ordinaria degli edifici scolastici». La porta a cui bussare dunque «non è quella del Governo», ma «quella dell’Assessore all’Educazione del Comune, che ha gli strumenti amministrativi per intervenire concretamente», ha concluso l’esponente di Forza Italia.
Per il consigliere di Fratelli d’Italia, Francesco Rocca, i dem «ora passano il tempo a dare la colpa al Governo perché è guidato da Giorgia Meloni. Slogan, disinformazione e accuse totalmente prive di fondamento e in malafede che non risolvono i problemi quotidiani della città». «Consiglio a Giulia Pelucchi di informarsi meglio prima di parlare...visti anche i commenti sotto al suo post», aggiunge il capogruppo della Lega in consiglio comunale, Alessandro Verri.