Milano invasa da un'orda di islamici. In Piazza Duca D'Aosta, davanti alla Stazione Centrale, ha sfilato lungo via Vittor Pisanni una folla di migliaia di musulmani sciiti. Scene tipiche di Teheran, alle quali ci stiamo pian piano abituando. Ogni anno infatti si ripete il cosiddetto corteo dell'Ashura, la ricorrenza in cui i fedeli commemorano il martirio dell'imam El Hossein. L'evento è caratterizzato da una forte matrice identitaria. Al centro ci sono gli uomini che si percuotono il petto tra le enormi bandiere islamiche che sventolano al centro del capoluogo lombardo.
E le donne? Confinate in un recinto e nascoste alla vista del pubblico, come prevede la tradizione islamica. Nonostante le soffocanti temperature di questo giugno, tutte sono coperte dal velo nero integrale. Un trattamento inaccettabile per la civiltà occidentale e per una città governata dalla sinistra che, in teoria, si batterebbe per l'emancipazione del sesso femminile. Ma che in realtà contente scempi di questo tipo.
"Una sempre più massiccia e preoccupante islamizzazione nel nostro Paese", ha dichiarato Silvia Sardone, vice segretaria della Lega e consigliera comunale a Milano. "Sono inaccettabili le immagini delle donne (tutte velate), separate dagli uomini durante il corteo, all’interno di recinti e posizionate dietro un telo nero, dietro a un camion. L'ennesimo episodio di evidente discriminazione nei confronti delle donne, che ormai è consuetudine in molte comunità musulmane”. Secondo la leghista il sindaco Beppe Sala "non ha nulla da dire di fronte a queste immagini? Schlein, Boldrini e il Partito Democratico considerano queste scene un arricchimento culturale e un’integrazione positiva? Le femministe staranno in silenzio come al solito, pur di non affrontare il tema del patriarcato islamico?”.