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Rimandata in pacifismo

Gli studi in Usa della Grande pagati con i soldi della Nato

La deputata del Movimento 5 Stelle rimandata in pacifiscmo. E sui suoi titoli continua a mentire

16 Marzo 2013

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Marta Grande

Marta Grande

 

di Enrico Paoli

Sul sito della Camera, nella sezione dedicata ai profili dei singoli deputati, se andate a vedere la pagina di  Marta Grande da Civitavecchia, grillina con il vizio dei titoli di studio, troverete scritto: «Laurea in lingue e commercio internazionale, Master in Studi Europei; Studente». Come si suol dire errare e umano, ma perseverare è diabolico. Come ha ampiamente dimostrato Libero nei giorni scorsi, i titoli di studio vantati dalla deputata grillina, conseguiti all’Università dell’Alabama di Huntsville non hanno nessun valore legale in Italia, ragione per la quale è inesatto parlare di laurea. Anzi, non corrisponde al vero.

Ciò che invece sembra corrispondere a verità, come testimoniano i documenti di cui Libero è in possesso, è che la Grande ha conseguito il titolo di studio americano (Bachelor of Arts, la dicitura tecnica prevista dall’ordinamento statunitense) grazie ai soldi della Nato, la struttura militare contro la quale Beppe Grillo, e con lui i neo deputati grillini,  si è sempre scagliato. Difficile scordare la polemica sugli F-35, gli aerei da caccia che l’Italia sta acquistando per aggiornare la nostra difesa aerea. «Noi vogliamo eliminare gli apparecchi da guerra, perché non vogliamo la guerra, siamo contro, c’è un articolo della Costituzione che va rispettato», ha più volte ribadito Beppe Grillo in campagna elettorale, «non voglio armamenti, come il Costa Rica che non ha un esercito, noi non vogliamo gli F-35, perché la gente non arriva a fine mese». Più chiaro di così.

Meno chiaro, fino a ieri, come mai la Grande grillina fosse negli Stati Uniti. Sulla base di un  minuzioso lavoro di ricerca è emerso che la giovane deputata è stata negli States grazie al padre, dipendente civile del Ministero della Difesa, impiegato presso l’Aeronautica militare, volato in Alabama per un corso di aggiornamento  professionale, insieme ai militari. Il padre della Grande è rimasto negli Usa dal 2007 al 2010, lo stesso periodo in cui la grillina ha seguito il corso, avendo seguito la famiglia. E qui entra in campo la Nato. Secondo i protocolli internazionali stilati fra i paesi membri dell’Alleanza, i figli dei militari e dei civili impegnati nei corsi di aggiornamento hanno diritto al rimborso del 70% delle spese sostenute per lo studio. Tutto questo materiale è rintracciabile sul sito della Nato, nella sezione «Working for Nato - General Information». Nelle pagine sopracitate, oltre alle informazioni generali, c’è  anche un allegato che spiega dettagliatamente quali sono i benefit e in che modo si possono ottenere. Come si evince da tale documento i rimborsi si applicano sino al 70% delle spese sostenute, includendo libri e spese di trasporto per i figli di età inferiore a 26 anni. Difficile pensare che il dottor Giuseppe Grande, padre  di Marta, non vi abbia fatto ricorso, essendo una prassi consolidata fra coloro, militari e civili, impegnati nei corsi di addestramento e aggiornamento negli  Stati Uniti. Il dottor Grande, nello specifico, è stato distaccato dal settembre del 2006 al settembre del 2010 presso l’Agenzia Nato Nameadsma - Medium Extended Air Defence System Management Agency -  costituita ad Huntsville, Alabama per la gestione di questo programma di sviluppo finanziato da Stati Uniti, Germania ed Italia. Tutto legittimo, per carità, non essendo in discussione il lavoro del padre e quanto ottenuto sulla base dei protocolli internazionali. Meno congrua la posizione della figlia, antimilitarista per contratto, ma «semi-laureata» grazie ai soldi della Nato. La stessa  struttura militare che Grillo vorrebbe abbattere, fermando la realizzazione degli F-35. Insomma, mai come in questo caso una laurea rischia davvero di rivelarsi in boomerang di proporzioni storiche.

 

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Commenti all'articolo

  • marcolelli3000

    19 Marzo 2013 - 02:02

    diciamo che per ottenere un BA occorrono 4 anni di frequenza piena a 17mila dollari l'anno. Un corso di 70 ore non porta al diploma. Quindi la cosa e' sospetta: ammettendo che la copia prodotta sia autentica. Il fatto che la frequenza (di due anni) sia stata pagata al 70% coi soldi della NATO rende la cosa oscura e aumenta i sospetti. Inoltre le materie appaiono generiche e inconsistenti fra loro. Non esiste un corso di studi di linge in generale (quali? Tutte le lingue del mondo?) : Invece e' una sola (quindi quale?). Commercio Internazionale? e non sa cos'e' il patto di shengen? Strano anche questo, non le pare? Bastera' chiedere alla scuola in Alabama, forse ci sono state facilitazioni (improbabili) ma pur sempre possibili. Che so? Visto che frequentava la comunita' messicana magari una settimana con loro le ha valso 2 anni di frequenza ? Ma la scuola e' interessata ai soldi, perche' rinunciare a 34mila dollari? a meno che... : voglio sperare che il titolo sia autentico.

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  • ChiaraMarini

    18 Marzo 2013 - 14:02

    Buongiorno, chiedo che almeno Libero faccia luce su questo argomento. In tanti si chiedono quanto Marta Grande ha frequentato l’università dell’Alabama, quanti esami ha sostenuto, se ha scritto una tesi… Io mi chiedo anche se il Bachelor è una scorciatoia rispetto alla triennale italiana. Ho il dente avvelenato, anche perchè Marta Grande non fornisce nessuna risposta quando lei è in possesso di tutti i dati! Ha pubblicato delle scansioni sul suo sito, ma perchè non da risposta a TUTTE le domande in sospeso lei che può farlo? Vi prego non lasciate perdere, perché IO HO VOTATO M5S e voglio sapere! Ve lo chiedo per favore.

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  • marcolelli3000

    18 Marzo 2013 - 14:02

    mi spiego : combattere la NATO , VIA dalla NATO , e poi " li sordi della NATO pe' studia' in america vanno bene". ebbe', alla faccia della coerenza, non le pare?

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