Il filosofo

Massimo Cacciari su Matteo Salvini e Giorgia Meloni: "Mai premier, mica sono scemi"

"Anche se nel 2023 vince il centrodestra, Salvini e Meloni mica sono scemi, lo sanno che non saranno loro i presidenti del Consiglio papabili": Massimo Cacciari getta un'ombra sui due leader della coalizione, spiegando che entrambi - a suo dire - non avrebbero "l’autorevolezza e la stoffa per reggere in Europa e nei rapporti internazionali". A tal proposito, cita l’ultimo Berlusconi mandato a casa: "Ricapiterebbe la stessa storia".

 

 

 

Secondo il filosofo, sentito da Italia Oggi, bisogna continuare a puntare su Mario Draghi, altrimenti "chi gestisce i fondi del Recovery plan? Chi ci para il cosiddetto in Europa, negli Usa e sui mercati finanziari?". Stando alla sua opinione, infatti, l'attuale premier sarebbe sprecato al Quirinale. Il semi-presidenzialismo de facto, di cui ha parlato Giancarlo Giorgetti, viene definito dal filosofo una "putt*****": "Per farlo bisogna cambiare la Costituzione. Questo lo sa pure Giorgetti, che fa finta di non saperlo, ma lo sa benissimo. E tutti invece a corrergli dietro, a commentare. Se Draghi diventa presidente della Repubblica può essere un presidente di polso, ma le politiche di spesa, gli investimenti li decidono altrove. Sarebbe comunque azzoppato".

 

 

 

Parlando di un Sergio Mattarella bis, carta più volte sfoderata da Pd e M5s, Cacciari ha detto: "Vanno sull’usato sicuro. Anche imbarazzante, visto che Mattarella ha detto più volte che non se la sente e non lo vuole fare". Secondo lui, inoltre, non serve certo Mattarella per far andare avanti la legislatura: "Sciogliere anticipatamente le Camere è un pericolo che non esiste, è l’unica ipotesi che non è in campo. Ma ce li vede i nostri onorevoli andare a casa prima e rinunciare al vitalizio? Con il taglio da 945 a 600 parlamentari, lo sa che molti non hanno più nessuna chance di tornare? Il voto anticipato non sta proprio in piedi, qui si va avanti fino al 2023".