E lo Stato che fa?

Chiara Ferragni, "se una donna non guadagna un euro...": violenze, una drammatica verità

"Se una donna sa di essere da sola e non guadagna un euro come farà ad avere la forza di lasciare una persona violenta? Basta riempirsi la bocca con le belle parole, servono leggi". Così Chiara Ferragni è intervenuta sul tema della violenza di genere. "Tante donne mi scrivono per raccontarmelo. Una ragazza ad esempio mi ha scritto che è vittima di violenza psicologica, ma siccome non lavora per occuparsi del bambino non si sente libera di lasciare il compagno. In questo tipo di violenza lo Stato deve dare un aiuto. La prima cosa che farei è dare un aiuto economico alle persone che non lavorano per riuscirsi a sostenersi anche da sole. Così si interrompe un circolo per chi ha paura di non farcela”, spiega in una intervista a Fanpage.it.

 

 

"Purtroppo non abbiamo ancora leggi che ci tutelino al cento per cento, ma ora c’è più attenzione alle violenze di qualsiasi genere, anche psicologiche, e dobbiamo trovare il coraggio di parlarne. Siamo talmente dentro a un sistema patriarcale che è difficile riconoscere un abuso: se tante cose non me le ricordo è perché mentre le vivevo mi sembravano ok, ma non lo erano. Non stiamo più zitte: anche se tante persone non ci crederanno e ci diranno che esageriamo, noi facciamoci valere”, chiarisce.

 

 

Nell'ambito del tema c'è anche l'idea di presentare proposte concrete: tra le misure proposte per contrastare la piaga della violenza di genere infatti c’è il cosiddetto ‘Reddito di Libertà', un contributo per le donne ospitate nei centri anti violenza di 400 euro mensili per 12 mesi. Una battaglia che la Ferragni combatte in prima linea: " Nell’ambito della moda essere donna non è stato penalizzante. Lo è stato il fatto di essere giovane, non mi prendevano sul serio. Il mio caso è molto fortunato e molto di nicchia, non posso dire di essere stata discriminata in quanto donna”, conclude.