Parla l'esperto

Controcorrente, Toni Capuozzo e la bomba su Zelensky: "Non gli dispiacerebbe", terrificante sospetto sul premier ucraino

A fare il punto sulla guerra in Ucraina ci pensa un super-esperto come Toni Capuozzo. Lo fa a Controcorrente, il programma di Veronica Gentili in onda su Rete 4 dove era ospite nella serata di sabato 5 marzo. Il giornalista ed esperto di guerra ha in primis ragionato sulla no-fly zone chiesta dal premier ucraino, Volodymyr Zelensky, "Joe Biden ha escluso subito l'ipotesi. Se infatti un aereo russo sorvola l'Ucraina, un caccia deve andargli incontro e abbatterlo o essere abbattuto e gli Stati Uniti lo hanno evitato fin dal primo momento, visto che questo vorrebbe dire entrare in guerra e loro non ne hanno intenzione", ha rimarcato Capuozzo.

 

Dunque, il giornalista - che sin dal principio si è interrogato sulla bontà della scelta dell'Occidente di armare gli ucraini, ha espresso il suo timore. Ossia che qualcuno a Washington, "ringalluzzito dalla tenuta dell’esercito e dei cittadini ucraini, pensasse che è l’occasione per far pagare l’azzardo a Putin, per farlo ritornare vinto a casa, a vedersela con un paese umiliato, con qualcuno che pensi di soppiantarlo", ha affermato.

 

Quindi altre riflessioni su Zelensky, un leader che starebbe portando il suo popolo allo sbaraglio. Ma Capuozzo sottolinea che "mi sorprende ancora di più l’Occidente che lo spinge, lo arma, e in definitiva lo illude, perché non acconsente a dichiarare quella no flight zone che vorrebbe dire essere trascinati in guerra, come a Zelensky non dispiacerebbe. E da questa comoda posizione però incita, fosse mai che la trappola diventi la tomba per Putin: si chiamano proxy war, guerre per interposta persona, che altri combattono in nome tuo. Se va bene, bene, abbiamo vinto. Se va male, che siano curdi o afghani, hanno perso loro", conclude Toni Capuozzo.