"Senza Ze e senza Vla"

Vauro, lo sfregio all'ebreo Volodymyr Zelensky: l'ultima vignetta-scandalo del comunista

No alla guerra senza Ze e senza Vla”. Non è tanto il testo della vignetta di Vauro Senesi comparsa sul Fatto Quotidiano che ritrae il presidente dell'Ucraina e quello della Russia messi uno a fianco all'altro, ma i tratti fisiognomici di Volodymyr Zelensky ad aver mandato su tutte le furie Fiamma Nirenstein, giornalista e scrittrice membro del think-tank israeliano il Jerusalem Center for Public Affairs. Nel suo editoriale per il Giornale la Nirenstein denuncia il “vizietto” di Vauro per i nasi adunchi, del quale anche lei rimase vittima. "Nel mio modesto ruolo di giornalista", scrive, "riconosco tuttavia su un eroe contemporaneo, Volodymyr Zelensky, quello stesso naso, quel tratto di penna. È successo nel 2008 quando stavo per essere eletta in Parlamento col Popolo della Libertà. È un naso da ebreo, carico di malevolenza, secondo un’iconografia che il buon senso e il buon gusto dovrebbero suggerire conclusa. Ma non lo è: su tutte le pubblicazioni antisemite nel mondo, da quelle naziste-suprematiste bianche a quelle islamiste un bel naso adunco la racconta quasi tutta, e basta un’occhiata ai social media dei neonazisti o alle vignette di Palestinian Media Watch e vedrete nasi alla Vauro a milioni".

 

 

"Oltre il naso, sul petto a me Vauro disegnò una stella di David e un fascio, col simbolo del partito. Perché", puntualizza Fiamma Nirenstein, "ogni naso ebraico è sempre accompagnato da buoni pretesti. Quello della vignetta con volto di Zelensky è la magnifica ragione del «no alla guerra». Pacifismo". Per la giornalista non si può sostenere che i due sono entrambi "guerrafondai", non si può mettere sullo stesso piano chi "sgancia le bombe" e "chi se le becca", "chi seppellisce i suoi morti a chi ha causato la carneficina di donne, vecchi e bambini in fuga alla stazione". "La livella morale fra Zelensky e Putin", conclude Fiamma Nirenstein, "passa per il naso, mentre il mondo ha di fronte, sì, e menomale, un eroe ebreo che combatte bene, fiero di essere tale, che difende l'Ucraina ma ama anche Israele. Ma che strano".

 

 

Vuaro, per inciso, ha risposto alle critiche con un post ad-hoc rilanciato sui suoi profili social.