L'infettivologo

Massimo Galli "vittima" del Long Covid: "Sono molle come un fico alle 4 del pomeriggio"

Massimo Galli sta facendo i conti con il Long Covid, dopo aver contratto il virus lo scorso anno a Capodanno. "L'infezione non è stata una passeggiata ma non fossi stato trivaccinato sarei stato molto peggio - ha raccontato l'infettivologo al settimanale Oggi -. Ora mi piaccia o no, devo ammettere che sono quattro mesi che non sto bene. Mi ritrovo molle come un fico alle 4 del pomeriggio. Mi comporto come se non la sentissi, questa stanchezza, ma c’è". 

 

 

 

L'esperto, poi, intervistato da Radio Capital, ha commentato la situazione in Cina, dove si continua ad adottare la strategia "zero casi" per debellare il virus. In particolare, riferendosi al lockdown di Shanghai, ha detto: "Si sta sbagliando, perché si comportano con Omicron e figli così come si sono comportati con la variante di Wuhan, ma queste varianti hanno maggiore capacità di diffusione". 

 

 

 

Infine l'infettivologo si è espresso anche sull'eventualità di togliere l'obbligo di portare la mascherina al chiuso: "Togliere le mascherine al chiuso è una discreta corbelleria perché è uno strumento di protezione individuale e, in determinati contesti, toglierle vuol dire non considerare i fragili". Riferendosi alla categoria dei fragili ha chiosato: "Se una persona non ha un quadro brillante dal punto di vista immunitario, può farsi tutti i vaccini che vuole ma comunque avrà una protezione parziale o assente. Se vuole andare su un mezzo pubblico, metterà la mascherina, ma se gli altri non l'avranno questa persona rischia. Al cinema o al teatro il discorso è lo stesso".