Manine e manone

Tagadà, Molinari e sull'incontro Meloni-Macron: "Capolavoro, chi c'è dietro"

"Un capolavoro diplomatico". Lo definisce così Maurizio Molinari il faccia a faccia tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron. Nel giorno del passaggio della campanella, la neo premier ha colto l'occasione per incontrare "informalmente" il presidente francese che già era a Roma. Una scelta azzeccatissima per il direttore di Repubblica ospite di Tagadà su La7 e convinto che "per la Meloni la Francia è il paese più problematico". Basta pensare alle dichiarazioni del ministro francese Laurence Boone che, a elezioni concluse, disse: "Vigileremo sull'Italia".

 

 

E così la leader di Fratelli d'Italia "oggi che è premier, deve raccogliere l'eredità di Draghi anche sulla politica estera". Insomma, la Meloni deve mantenere ottimi contatti con tutti, Parigi compresa. Dietro a questo incontro per il giornalista in studio da Tiziana Panella c'è "un lavorio molto attento e non escluderei un ruolo del Quirinale: da una parte si sono trovati le necessità della Francia di rinnovare l'intesa, dall'altra il bisogno della Meloni di partire con il piede giusto in Europa".

 

 

E a chi, come la conduttrice gli chiede il motivo per cui dalla Francia nelle settimane scorse sono arrivati numerosi attacchi, Molinari replica: "Parigi si è mossa su due binari, la realpolitik dell'Eliseo e il governo francese". In ogni caso per il giornalista Macron ha portato "il messaggio del governo, sia quello sulla preoccupazione che quello sull'interesse italiano a essere più vicino a Parigi che a Varsavia o a Bucarest". Un segnale di disgelo, dunque.