Si parla della morte di Youssef Abanoub, diciottenne di origine egiziana ucciso con una coltellata dal compagno di scuola, a Otto e Mezzo. A intervenire nel salotto di La7, anche Massimo Giannini. Il giornalista esordisce dicendo a Lilli Gruber che "sarebbe da miserabili farne oggetto di strumentalizzazione politica. In questo momento siamo tutti addolorati e colpiti".
Però, da qui quella che sembra la solita frecciata al governo: "Non possiamo non notare che questa tragedia si consuma a valle di una crescente ondata di violenza che coinvolge anche i giovani. In relazione a questo aggiungerei riprendendo le parole del sottosegretario Molteni che insistere con una risposta basata esclusivamente sulla repressione e sull’inasprimento delle pene a colpi di pacchetti sicurezza che introducono nuovi reati non ci porta molto lontano, soprattutto quando si tratta di giovani".
Per Giannini comunque "il terzo pacchetto" è sì "necessario", ma "non risolverà il problema. Noi dobbiamo fare un grande investimento per l'istruzione, non dobbiamo dimenticare questo". E allora, verrebbe da chiedersi, quale sarebbe la ricetta anti-violenza per Giannini e compagni vari? Non solo, perché tornando a quella che il giornalista definisce "strumentalizzazione politica", va ricordato che tra i primi a parlare del caso è stato niente di meno di Filippo Sensi.
Il senatore del Pd, con tanto di messaggio su X, ha immediatamente tirato in ballo il governo: "Ancora coltellate, oggi in una scuola a Spezia, un ragazzo rischia la vita. Ci poniamo il tema come comunità? Oppure ci facciamo bastare l'ennesimo, inutile pacchetto sicurezza per dire quanto siamo duri? È una tragedia. Sotto i nostri occhi. Ogni giorno", sono state le sue parole.
L'intervento di Giannini a Otto e Mezzo sulla morte di Youssef