Dietrofront, compagni. Giorgia Meloni non è più fascista. A smentire la tesi sinistra ecco che c'è Luca Sofri. Il giornalista, ospite di DiMartedì su La7, elogia il premier. Per lui "Meloni è molto brava perché non prende nessuna posizione forte e non ha fatto ancora nessuna scelta politica su cui essere attaccata pesantemente". Insomma, "fino a ora non ha fatto nessuna scelta politica per cui essere attaccata molto pesantemente. Rischia sul referendum, ma è stata abbastanza schiscia. Anche perché non era la sua battaglia principale. Sa che le persone alla fine la voteranno perché a loro lei piace, non per quello che ha fatto".
E pensare che Gad Lerner andava definendo il presidente del Consiglio "una fascista del Terzo Millennio". Oppure Elly Schlein parlava di una "Meloni consapevole delle fascisterie nel suo partito". Meloni a parte, il fondatore e ora direttore editoriale de IlPost.it, intervistato da Giovanni Floris, si è lasciato andare anche a un altro complimento al centrodestra, questa volta a Forza Italia.
Il motivo? "Quando sento il suo inno, capisco il successo del partito, ma il mio preferito resta quello dell'Udeur". Sofri infatti è l'autore di un volume dal titolo Playlist. Si tratta di un viaggio attraverso racconti, storie e aneddoti di oltre tremila canzoni selezionate dal giornalista che si possono fruire proprio come se fosse una "Playlist" musicale: partendo dall'inizio o scegliendo una pagina a caso all'interno del libro.