Chi continua a sostenere Askatasuna? Perché la città di Torino non si ribella al centro sociale che da decenni si rende protagonista di episodi di degrado e violenza contro lo stato? Secondo alcuni commentatori, tra cui Antonio Caprarica, gli "irresponsabili" sono da ricercare in quella platea di intellettuali, sindacalisti, politici - insomma, la Torino bene -, che in un modo o nell'altro sostengono moralmente Askatasuna. Tesi sostenuta, per inciso, anche da Lucia Musta, procuratrice generale del Piemonte.
E anche Paolo Mieli sposa questa linea di pensiero. Secondo l'ex direttore del Corriere della Sera, c'è una parte di Torino che è apertamente al fianco di Askatasuna. "È vero che hanno una simpatia, anche forse in qualche caso per vera benevolenza - ha spiegato nel corso di In Onda, il programma di approfondimento politico di La7 condotto da Luca Telese e Marianna Aprile -, in qualche caso per viltà, della Torino Bene, o di una parte della Torino Bene, dell'intelligenza torinese. Non troverete mai un intellettuale torinese, tranne l'ex parlamentare Salvatore Esposito, di quella Torino di sinistra, che dirà delle cose critiche".
#Mieli sull'intellighenzia torinese: "Non troverete un solo intellettuale torinese che dirà delle cose critiche (sui violenti del corteo per #Askatasuna)"#inonda #torino pic.twitter.com/WnI9g9kZrk
— (@RiccardoDeias) February 2, 2026
Più duro il commento di Antonio Caprarica, ospite a L'aria che tira da Parenzo: "Non si va a un corteo come quello senza sapere come finisce e chi ci va o è un imbecill***, come ha detto Violante, o è un irresponsabile. E siccome escludiamo che intellettuali, politici e sindacalisti presenti a quel corteo fossero imbecilli sono irresponsabili e ognuno si prenda le proprie responsabilità. E se la sinistra vuole governare, si ricordi che l'ordine pubblico democratico è cruciale. Ricordatevi Berlinguer, che cosa c'entra Askatasuna? Fammi parlare! Fammi parlare! Cosa c'entra Askatasuna con i diritti democratici?".