Rosy Bindi dalla parte delle toghe. Ospite a PiazzaPulita in onda giovedì 5 febbraio su La7, l'ex parlamentare europea del Pd critica il governo. Il motivo? Gli attacchi alla magistratura. "Credo che i magistrati abbiano applicato la legge. Non mi è sembrato che la magistratura di Torino, anche per la relazione della procuratrice che abbiamo ascoltato, non fosse particolarmente attenta nei confronti di quello che è avvenuto. Questo atteggiamento così diffuso di cogliere ogni occasione per attaccare la magistratura, mi sembra un atteggiamento molto scorretto che, però, dimostra le intenzioni vere della modifica della Carta Costituzionale".
Il riferimento è agli scontri avvenuti durante il corteo torinese a favore di Askatasuna. Per l'occasione alcuni manifestanti hanno malmenato un poliziotto. Risultato? La gip del Tribunale, Irene Cino, ha disposto la scarcerazione di tre attivisti coinvolti negli scontri, applicando i domiciliari per Francesco Simionato e l'obbligo di firma per Matteo Campaner e Pietro Desideri. Proprio queste decisioni, che hanno liberato gli arrestati poco dopo il fermo, hanno suscitato non poche reazioni politiche.
Matteo Salvini, leader della Lega, l'ha definita una "vergogna": "Votare sì al referendum sulla giustizia è un dovere morale". Gli ha fatto eco il capogruppo azzurro al Senato Maurizio Gasparri che ha chiesto: "Ma come si fa a sostenere l’azione delle forze dell’ordine quando la magistratura scarcera subito i già pochi che erano stati arrestati". Eppure per Rosy Bindi e compagni vari la colpa è del centrodestra, che monta il caso per i propri interessi.