"Il colmo del ridicolo l’hanno raggiunto il Pd e i Melones: con tutto quel che accade in Italia e nel mondo, hanno pensato bene di farci conoscere il loro decisivo pensiero su tal Andrea Pucci, il 'comico' noto per le battute sull’avvenenza della Schlein e sui gay col tampone nel cu***, dunque ingaggiato da Carlo Conti per co-condurre il Festival": Marco Travaglio ne ha per tutti nell'editoriale di oggi in prima pagina sul Fatto Quotidiano. Nel suo mirino ci finiscono i dem, il governo e pure Pucci. Ma le rasoiate più taglienti, sul caso del comico "linciato", sono quelle che piovono contro il Pd.
Sui dem, Travaglio scrive: "Quei geni del Pd hanno chiesto 'spiegazioni' alla Rai contro il tizio 'palesemente di destra, fascista, omofobo, volgare e razzista' in Vigilanza, come se questa decidesse il cast dei programmi e come se il direttore Coordinamento generi e palinsesti della famosa TeleMeloni non fosse in quota Pd. La Rai ha invocato il diritto di satira per Pucci". Poi ecco l'attacco alla premier: "La Meloni se l’è presa col 'doppiopesismo della sinistra', la 'spaventosa deriva illiberale' che 'censura la satira'. Una serie di ossimori da Guinness: Pucci non ha mai saputo di fare satira e soprattutto si è censurato da solo. E il pidino Graziano, lo stesso che chiedeva spiegazioni su Pucci, ha intimato ai destri di occuparsi 'di Niscemi e altre emergenze sociali', come se non avesse iniziato lui".
Infine, ironicamente su Pucci chiosa: "Ora però il grande vuoto lasciato dalla sua rinuncia va in qualche modo riempito. In mancanza di Joseph Pujol, in arte il Petomane, prematuramente scomparso, si potrebbe ingaggiare Petrecca per un 'Tutto Sanremo minuto per minuto'. Anche vestito, volendo". Il riferimento è alla foto che Pucci ha postato dopo aver saputo dell'invito a Sanremo: lui nudo al mare, ripreso di spalle.