Il caso di Rogoredo, del poliziotto Carmelo Cinturrino accusato di aver ucciso un pusher marocchino, è stato al centro del dibattito nello studio di Giovanni Floris a DiMartedì su La7. Tra gli ospiti l'avvocata Anna Falcone, che facendo leva sulla notizia ha criticato il decreto sicurezza varato dal governo. "Questo decreto sicurezza concede al pm 7 giorni per poter verificare la ricorrenza di una causa di giustificazione come la legittima difesa. Giorni che in questo caso sarebbero stati assolutamente insufficienti".
Nel suo mirino, poi, ci è finito anche il Quirinale: "Nonostante la bollinatura del Colle e nonostante in questo caso sia Giorgia Meloni che Matteo Salvini siano subito corsi a difendere il poliziotto, non abbiamo sentito delle parole che mettessero in discussione la validità dell'impianto del decreto sicurezza che si dimostra fallace".
Affrontando invece il tema della giustizia, la Falcone ha detto che uno dei "nemici giurati" del governo è "la magistratura che ribadisce la preminenza della legge e il fatto che ovviamente anche i rappresentanti del governo come tutti quanti devono rispettare la legge e non c'è nessun obbligo, guai se ci fosse, da parte della magistratura di favorire l’attività e l’indirizzo politico del governo".