«Non voglio più scrivere niente, perché c’è la mia dignità...». «Questa storia sarebbe meglio raccontarla, però...». «Non posso, perdo il lavoro». A parlare, con voce cammuffata, è una giornalista de il Fatto Quotidiano. Denuncia una censura nei suoi confronti da parte del giornale diretto da Marco Travaglio. Lo fa nell’inchiesta di PulpLand, il podcast di Fedez e Mr Marra, “Cremlino Gate, un’inchiesta sulla propaganda russa in Italia”, a cura dello youtuber Ivan Grieco. L’inchiesta è divisa in due parti; il primo capitolo è dedicato proprio al Fatto Quotidiano e parte dalla testimonianza della giornalista. L’audio, spiega Grieco, è stato registrato durante una manifestazione. «Seguo la vicenda ucraina dal 2014, ero lì quando è scoppiata la guerra» premette la cronista.
«Non ti hanno fatto più scrivere niente?» le chiede lo youtuber. «Io non voglio più scrivere niente, perché c’è la mia dignità che è più importate che scrivere un pezzo» risponde lei. «Questa storia però sarebbe meglio raccontarla...» incalza Grieco. Risposta: «È una battaglia persa che io purtroppo non posso combattere perché posso basarmi solo sul mio stipendio, non posso mollare questo lavoro, ma scriverò un libro sotto pesudonimo». Viene poi intervistato il giornalista del Riformista, Aldo Torchiaro, che ricostruisce la sua inchiesta sui bilanci di Seif, la società editrice de il Fatto Quotidiano, che controlla integralmente Loft Produzioni Srl, la quale l’anno scorso ha ricevuto 1 milione di euro da un Paese fuori dall’Unione europea.
«Abbiamo provato a capire da dove arrivassero questi soldi, ma anon ci hanno risposto se non con diffide e minacce di querele» dice Torchiaro. Come dichiarato da Travaglio, i fondi provengono dalla Warner Media di Londra per i diritti di Loft Produzioni. «A quanto pare nel bilancio questa trasparenza non si trova» sottolinea Torchiaro. Quando Grieco intercetta Travaglio per chiedergli della provenienza di quei fondi, il direttore ribatte sarcastico: «Tutti da Putin. Integralmente».