Non se la passa bene ultimamente Greta Thunberg, ostaggio di un Paese, la Svezia, dal quale vorrebbe scappare già con le valigie pronte in mano. La giovane attivista sembra arrivata ad un punto di non ritorno. Non bastano più i cortei, le accuse, le piazze. Ora c’è qualcosa di più personale. Più diretto. Più, se vogliamo, clamoroso. Perché la ragazza simbolo dell’ambientalismo mondiale avrebbe iniziato a guardarsi attorno. Cercando – letteralmente – qualcuno che la ospiti.
Il motivo? Lo spiega lei stessa, senza troppi giri di parole in un’intervista al quotidiano svedese Dagens Etc, in vista dell’uscita di un documentario che segue il suo attivismo e quello del movimento Fridays for Future’ : "In Svezia si sta diffondendo un’ondata fascista estremamente ostile". Una frase che pesa. E che fotografa, secondo la sua visione, il clima che si respirerebbe oggi a Stoccolma.
Non è la prima volta che Greta usa toni forti. Anzi, è quasi il suo marchio di fabbrica. Sembra ieri quando, a soli 15 anni, iniziò a saltare la scuola un giorno a settimana per sedersi davanti al parlamento a Stoccolma chiedendo ai politici di agire per contrastare il cambiamento climatico. Ora la sua ‘minaccia’ di lasciare il Paese è solo provocazione o intenzione reale? Perché quando dici "voglio cambiare Paese", non stai più facendo attivismo. Stai raccontando un disagio. O una strategia. Del resto, negli ultimi mesi le sue uscite hanno spesso fatto discutere.
Attacchi durissimi, parole senza filtro, accuse pesanti. Sempre nella stessa direzione. Sempre contro un sistema che, a suo dire, "non ascolta" e "opprime". Il docu-film Strejkarna (gli Scioperanti), diretto da Helana Molin, uscirà nelle sale cinematografiche in Svezia il 15 maggio e lo racconta la stessa Thunberg, oggi ventitreenne che studia un corso a distanza per diventare assistente infermiera e continua con il suo attivismo ambientale, unito a quello per i diritti umani: dal supporto a gli indigeni Saami a la popolazione di Gaza: "Il film – spiega Greta - racconta come siamo passati dall’essere sostenuti dalla società all’essere bollati come terroristi. Ora è più facile liquidare le nostre opinioni, come se fossimo dei pazzi a cui non vale la pena dare ascolto". Greta sta davvero pensando di lasciare la Svezia? Oppure sta alzando ancora una volta il livello dello scontro mediatico?