«Probabilmente Starmer mi odia quanto Meloni e Macron». Francesca Albanese, nostra signora della polemica, veste i panni di Calimero sulle colonne del Guardian sventolando al cielo il fazzoletto con ricamata la frase del pulcino piccolo e nero “qui ce l’hanno tutti con me”. E così dopo aver incassato le sollecitazioni da parte dei governi di Francia e Italia, con la Gran Bretagna pronta ad accodarsi, perla revoca del suo mandato come relatrice speciale dell’Onu sui territori palestinesi occupati, l’avvocato irpino torna al centro della contesa. E lo fa nuovamente in Puglia. Recentemente se cerchi pro-Pal e guardi nei dintorni di Bari trovi la controversia o una nave per salpare verso il Medio Oriente. Tra i due mari, l’Adriatico e lo Ionio con affaccio sul Mediterraneo, c’è Taranto che è pronta a ospitare l’ottava edizione di Uno Maggio Taranto Libero e Pensante.
Indovinate chi è il primo invitato a essere stato svelato? Bravissimi: Francesca Albanese. I direttori artistici della rassegna - Michele Riondino, Antonio Diodato, Roy Paci e Valentina Petrini - hanno calato l’asso e sul palco del parco archeologico delle mura greche hanno piazzato la relatrice speciale. Gli organizzatori coltivano «la certezza di dare lo spazio dovuto a una delle voci più incisive di questo drammatico momento storico». Dopo le chiavi della città di Bari arrivate lo scorso agosto c’è il ritorno nella regione più a oriente d’Italia. «L’umanità intera è colpita a morte. È in corso una terza guerra mondiale. È l’anno in cui Taranto seppellisce l’undicesimo operaio morto di Stato dal 2012», con tono ansiogeno affermano i coordinatori dell’evento. E poi aggiungono la ciliegina.
«Da questo palco, che rivendichiamo come sempre antifascista e contro ogni guerra, in questa edizione 2026 vogliamo discutere di come poter rendere il mondo un luogo più sicuro e giusto, in cui i diritti e le risorse non siano privilegi, ma garanzie sociali». Poca musica e molte parole, quindi. «Se ci fosse una casa politica abbastanza grande per ospitare me permettendomi di continuare a essere ciò che sono, lo farei. Ma non c’è». Così mentre l’avvocato, ancora sul Guardian, inizia a pensare alla sua carriera politica e a Napoli il writer Jorit le dedica un murale, intitolato Tutt’ egual song’ ‘e criature, la platea di Taranto è pronta a farsi catechizzare. Un primo maggio da leccarsi i baffi, invece del 25 aprile abbiamo notizie? «La partecipazione di Francesca Albanese alle celebrazioni del Primo Maggio a Taranto solleva più di una perplessità», ci dice il deputato tarantino di Fratelli d’Italia, Dario Iaia. «Parliamo di un momento - aggiunge - che dovrebbe unire, non dividere. In una fase storica così delicata, segnata da tensioni internazionali e profonde fratture anche nel dibattito pubblico, credo sia necessario favorire percorsi di pacificazione e coesione, evitando scelte che rischiano di accentuare contrapposizioni ideologiche. Il rispetto delle opinioni è fondamentale, ma altrettanto fondamentale è la responsabilità di costruire contesti che uniscano la comunità». Invece la contesa è servita.