Definì Matteo Salvini "ministro della malavita": assolto lo scrittore campano Roberto Saviano, su cui pendeva un'accusa di diffamazione nei confronti dell'attuale vicepremier per via di alcuni post pubblicati sui social nel 2018, quando Salvini era ministro dell'Interno. Lo ha deciso il giudice monocratico del tribunale di Roma. In sua difesa, Saviano aveva affermato che la sua critica nasceva da una posizione culturale e politica ben precisa, citando Salvemini per sottolineare una tradizione di denuncia morale nei confronti del potere.
Non è tardato ad arrivare il commento dello scrittore, che ha parlato della sentenza attaccando il vicepremier: "Salvini per anni mi ha perseguitato letteralmente, facendo campagne elettorali su di me. Soprattutto, lo ricorderete, continuando a dichiarare che avrebbe tolto la mia scorta. Questa sentenza ci dimostra che lui aveva preso in considerazione la possibilità di consegnarmi ai clan. Chi chiede di togliere la scorta a chi è scortato dallo Stato, senza tra l'altro addurne una motivazione, sta accettando di consegnare la persona ai clan. Questa sentenza per me, soprattutto, va a sottolineare questo - ha detto a LaPresse -. Voglio dedicarla a chi mi ha difeso, al mio avvocato Antonio Nobile, assieme ad Articolo 21 e a tutte le persone che in questi anni ci sono sempre state. E poi la dedico a Gaetano Salvemini, perché Gaetano Salvemini oggi è stato tantissime volte citato e gli avrebbe fatto piacere di sentire che le sue parole mettono così tanta paura, ancora oggi, al potere".