Andrea Sempio non si sottoporrà alla perizia psichiatrica disposta dalla Procura di Pavia. Lo ha detto il suo avvocato, l'avvocato Liborio Cataliotti, ospite di Quarto Grado su Rete 4. "È una consulenza ancora una volta di parte", ha detto Cataliotti, "ci mancherebbe solo che andasse, proprio per il fatto che contestiamo la tempistica". "Noi crediamo che l'accertamento dei fatti e le prove dei fatti debbano presiedere a una valutazione personologica", ha aggiunto l'avvocato, "a maggior ragione se riguarda eventuali ipotesi di patologie che potrebbero essere sbandierate all'opinione pubblica senza una responsabilità per il fatto".
A parlare della consulenza. E in particolare, della richiesta a distanza di così tanti anni, è Roberta Bruzzone. La criminologa, anche lei ospite di Quarto Grado, ha premesso: "Non voglio fare polemica per il gusto di farla, dobbiamo capire se siamo dentro un ragionamento tecnico processuale o se stiamo scivolando in una dimensione più suggestiva, che probatoria, francamente da tecnico lo trovo preoccupante. Cosa succede?".
Da qui il sospetto: "Non si riesce a collocare Andrea Sempio sulla scena, non si riesce a collocare in maniera seria una sua impronta, l’orma, a chiudere il cerchio perché sappiamo che il dato biologico è estremamente fragile e contraddittorio, allora cosa facciamo? Questo sembra lo scenario, proviamo a collocare la sua mente sulla scena del crimine? Io ho questa impressione, può darsi che stia sbagliando, e questo mi preoccupa. Una consulenza psichiatrica oggi su un soggetto accusato di avere commesso un omicidio quasi vent’anni fa, ma che lo nega, che valore dirimente dovrebbe avere?".