Durante una visita a Brescia per la presentazione del Piano aria e clima, il climatologo Luca Mercalli ha rilasciato un’intervista a Giovanni Mori di Brescia Attiva in cui esprime posizioni nette sulla chiusura dello Stretto di Hormuz.Alla domanda ironica “Hormuz ha fatto anche cose buone?”, Mercalli risponde in modo lapidario: il blocco ha fatto “cose buone ma troppo poco”.
Secondo lui, invece di sperare che venisse riaperto rapidamente per tornare alla normalità, sarebbe stato meglio augurarsi che rimanesse chiuso più a lungo. Questo avrebbe dato il tempo necessario per “metterci di buona lena a installare i pannelli solari per sostituire il petrolio”. Mori chiosa: “Purtroppo hanno già fatto la pace”.
Mercalli ricorda inoltre che circa il 40% dei consumi energetici europei avviene nelle abitazioni e sostiene che anche le bollette alte abbiano avuto un effetto positivo, spingendo le persone a isolare termicamente le case e a installare pannelli solari, definiti “il nostro piccolo pozzo di petrolio sul tetto”. La posizione sul blocco di Hormuz appare leggermente delirante: augurarsi che una delle rotte petrolifere più critiche del mondo resti ostruita più a lungo, con i relativi rischi di choc economici, rincari generalizzati e potenziali instabilità geopolitiche, per accelerare la transizione energetica appare un ragionamento estremizzato e poco ancorato alla realtà delle conseguenze immediate su famiglie, imprese e Paesi in via di sviluppo.